Escursione a Baia e a Cuma

Redazione

Il 7 Aprile 2019, il gruppo della “Mimosa” capeggiato da Carmine La Marca, si è recato in visita, con la guida turistica Domenica Esposito, a Baia e a Cuma  presso i seguenti siti culturali ed archeologici: il Castello di Baia, l’Antro della Sibilla Cumana e il Museo Archeologico di Baia.. Il Castello Aragonese sorge a Baia, frazione di Bacoli ed è situato in un’area di notevole importanza strategica; fu eretto su un promontorio (51 m. s. l. m.) e ad Ovest dalla profonda depressione data da due vulcani chiamati “Fondi di Baia”.

 

 Il castello risultava praticamente inespugnabile con la sua posizione che dominava tutto il golfo di Pozzuoli  fino a Procida, Ischia e Cuma e consentiva il controllo molto ampio della zona, impedendo tanto l’avvicinamento delle flotte nemiche, quanto eventuali sbarchi di truppe malintenzionate. Il Castello, oggi, restaurato conserva all’interno delle sale un prezioso museo di scultura e decorazioni. L’antro della Sibilla Cumana era il luogo dove risiedeva la Sibilla Cumana, famosa per i suoi oracoli e le sue profezie. L’antro, crollato nella parte iniziale è interamente scavato nel tufo ed ha un andamento perfettamente rettilineo e tende a scendere verso la parte terminale: ha la forma trapezoidale nella parte superiore (stile greco) e rettangolare nella parte inferiore.

 

L’intera struttura è lunga 131 m., alta cinque e larga due e mezzo. Lungo la parete ovest, ad intervalli regolari, con la stessa forma dell’antro i romano realizzarono nove aperture con lo scopo di illuminare l’ambiente, il ricambio d’aria e raggiungere il terrazzamento sul quale erano posizionate le macchine da guerra. Sulla parete Est si apre una stanza che dà accesso a sua volta a tre ambienti, con pavimento ribassato, utilizzato com cisterne e poi come luogo di sepoltura. L’antro termina con una sala con volta piatta e secondo la tradizione proprio questa sarebbe la stanza dove risiedeva la Sibilla.

 

Il gruppo ha fatto sosta, poi, nel “Giardino degli Aranci” a Bacoli molto accogliente  ed ospitale nel suo  ampio giardino e nelle sue ampie sale, che  hanno permesso di gustare con serenità e discrezione la consumazione del pranzo a base di pesce, offrendo qualità e sapore straordinario della sua cucina. L’escursione è continuata, poi, nel pomeriggio con la visita al Museo Archeologico di Baia. Tra i resti più significativi sono da segnalare alcune strutture voltaste a cupola come il grande tempio di Diana , il tempio di Mercurio e quello di Venere (Strutture termali e non luogo di culto, per i quali, però è sopravvissuta la denominazione popolare. Ville e Complessi termali appartenenti ad un periodo storico che interessano la tarda età repubblicana e le varie età romane. (Pasquale Iannucci)

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