L'Amica Geniale: il nostro territorio presente nella grande fiction Rai.

Ilenia Papilio

Intervista a Sara Angela Fontanarosa, giovane attrice di San Vitaliano e Rosa Fiorillo (Scisciano) costumista, entrambe membri dell’Associazione YaBasta! con sede a Scisciano, hanno preso parte alla grande produzione italoamericana RAI/HBO.

A cura di Ilenia Papilio e Viviana Papilio.

Martedì 27 novembre finisce la lunga attesa per l’Amica geniale, la serie tv tratta dalla tetralogia di Elena Ferrante, la scrittrice sfuggita agli osanna dei lettori scegliendo una carriera artistica all’insegna dell’anonimato.

Abbiamo letto e amato la storia raccontata nei quattro romanzi e, mettendo da parte il nostro dichiarato amore per l’opera, troviamo riduttivo e di scarso appeal la morbosità sulla ricerca della reale identità dell’autrice. A scanso di equivoci diciamo subito che Elena Ferrante ha all’attivo una lunga e felice carriera di scrittrice, suo “L’amore molesto”, suo “I giorni dell’abbandono” per citarem i libri già finiti sotto i riflettori del grande cinema. Pertanto sgomberiamo subito il campo da chi la vorrebbe un prodotto studiato e creato ad hoc per il fenomeno “Amica geniale”. Fenomeno che nasce e si alimenta oltremanica dove trova riscontro tra personaggi famosi del jet set americano sedotti dalle descrizioni dell’autrice al punto da scegliere vacanze campane nei luoghi che appartengono e interpretano la storia narrata al pari dei personaggi che li abitano.

A prescindere dai gusti, il romanzo di Elena Ferrante merita il clamore di ritorno che ha ricevuto anche in patria. È un romanzo corale, storico e analitico, che non può essere relegata in una sola categoria e che si pone di diritto nel solco della grande letteratura napoletana del Novecento, proseguendola fino ai giorni nostri, e limandola –forse anche mitigandola- con la più clemente e fruibile inflessione della grande letteratura angloamericana. Leggendo i quattro libri che compongo la storia si ripercorrono le strade, le piazze, i quartieri di Napoli, quelli delle sue periferie sfumate e miserabili, e quelli in pieno vigore ferace del centro; si ripercorre l’evoluzione della città e quella più grande dell’Italia intera a partire dagli anni ’50…proprio lì dove si interrompevano le narrazioni oneste e vere di Anna Maria Ortese (Il mare non bagna Napoli ndr) o di Raffaele La Capria (“con la sua antitesi di miseria e commedia, di vita e teatro...le due Napoli, una la montatura e l’altra quella vera. La Napoli bagnata dal mare e quella che il mare non bagna…”)

Anche la pellicola di Saverio Costanzo è ricercata e varia come i libri della Ferrante. Il regista, a cui è stato affidato il compito di tradurre in film l’intera tetralogia, e di cui è stato possibile scorgere l’operato attraverso l’anticipazione delle prime due puntate proiettate in anteprima al cinema, riproduce L’Amica geniale con fedeltà assoluta. Almeno così ci è sembrato da questo primo assaggio sul grande schermo. 

Ma veniamo a noi. All’annuncio dei casting per partecipare alla fiction hanno risposto migliaia di persone. Tra esse anche due giovani donne del nostro territorio, entrambe scelte per prender parte all’enorme macchina messa in piedi dalla Produzione.

Sara Angela Fontanarosa, giovane attrice di San Vitaliano e Rosa Fiorillo (Scisciano) costumista, entrambe membri dell’Associazione YaBasta! con sede a Scisciano, hanno preso parte alla grande produzione italoamericana RAI/HBO.

Le abbiamo incontrate in un caffè dell’agro, ci hanno raccontato qualche dettaglio e tante curiosità:

 

1)      Per iniziare: avevate letto i libri? Siete fan della quadrilogia?

Sara: ho letto i libri e ne sono stata presa, sebbene non ne abbia apprezzato il finale.

2)      Che ruolo hai interpretato?

Sara: sono apparsa in varie scene, interpretando diverse donne del rione.

3)      È la prima volta che lavorate per una grande produzione?

Sara: è stata la prima grande produzione a cui ho preso parte, c’erano cinque assistenti alla regia, per me, che ho sempre lavorato per il teatro, è stata una vera sfida. Per otto mesi sono stata chiamata circa due volte a settimana e ci sono state anche diverse riprese notturne; il set dopo tutto questo tempo è diventato come una famiglia.

Rosa: Avevo lavorato già precedentemente nel settore ma anche per me è  stata la prima volta con la tv ed è stato diverso e altamente formativo:l’impegno è stato di gran lunga superiore.

4)      Gli ultimi anni stanno dimostrando che le serie TV sono lo strumento capace di rappresentare al meglio la nostra contemporaneità. Sono molte quelle tratte da romanzi famosi come Gomorra, The Handmade’s Tale o Orange is the new Black, solo per citarne alcune; eppure nessuna di queste grandi produzioni è mai andata in onda sulla prima rete nazionale. Pensate che sia stato edulcorato qualche contenuto per adeguarlo al pubblico RAI?

Sara e Rosa: No, anzi la lingua violenta del rione è stata mantenuta fedelmente, così come per le scene truci.

5)      Una domanda per la costumista. L’opera di Elena Ferrante non è di certo avara di descrizioni, ma soprattutto nel primo libro (oggetto della prima serie ndr) non c’è tanto spazio ai dettagli sugli abiti. I costumi come sono stati resi? sono una riproduzione o sono stati usati abiti dell’epoca?

Rosa Fiorillo: Sono stati usati proncipalmente abiti da repertorio, molti dei quali presi dalla Sartoria Tirelli, storica sartoria di Roma. Io mi sono occupata in particolar modo del sistema di invecchiamento dei costumi, è stato un onore lavorare nel team della candidata al premio oscar Antonella Cannarozzi. Altri costumi sono stati realizzati direttamente sul set in una sartoria allestita in loco. 

6)      In questa prima parte Napoli è la co-protagonista della storia. E’ certamente l’elemento da cui scaturisce la narrazione e da cui si sviluppano le vite e le vicende umane dei personaggi. E’ stato anche il set unico del film?

Rispondono entrambe: in realtà no. Concretamente poche scene sono state girate a Napoli. Il rione Luzzati, che è il quartiere popolare nel quale si svolgono i fatti, è stato interamente ricostruito a San Nicola la Strada (CE). Per l’occasione è stato messo in piedi il più grande set mai realizzato in Italia, nell’area industriale dismessa ex Saint Gobain. Ma non è tutto, il ciak ha risuonato anche in alcuni borghi del casertano, in particolare una scena ambientata a Posillipo e che narra un avvenimento di primo piano ai fini dell’intera storia è stata girata a Caserta Vecchia.

 

7)      E’ acclarato che l’identità della scrittrice è segreta e non vogliamo entrare nel merito. Invece ci siamo chieste se la presenza di Elena Ferrante sul set è stata percepita in qualche modo. Se avete avuto la sensazione di un deus ex machina che supervisionasse sulla coerenza tra riprese e libro…

Sara e Rosa: se la Ferrante fosse effettivamente tra noi non siamo in grado di dirlo. Magari non si è mai mossa da casa (attualmente la scrittrice vive in America ndr)…è certo che il team, tanto grande quanto meticoloso, sia sempre stato attentissimo a dare seguito ai dettami dall’alto. In generale l’emozione e il coinvolgimento e la consapevolezza di far parte di un progetto che è atteso con curiosità e fervore da parte dei fan, erano palpabili in tutto il cast e a tutti i livelli.

8)      Ci sarà una seconda serie?

Rosa: certamente! Nella Primavera del 2019 ripartono le riprese. 

9)      Un’ultima domanda. Vi siete identificate con una delle due protagoniste?

Sara: Con nessuna delle due in particolare. Ma ho sentito Lila più vicina a me.

Rosa: Elena mi ha ricordato la me quattordicenne.

 

 

 

Foto da web.

 

 

 

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