Cicciano, Apud Nolam: incontri di archeologia e storia dell'arte dell'agro nolano

Redazione

CICCIANO - Il giorno 25 ottobre2019 a Cicciano  prenderà il via l’evento “Apud Nolam: incontri di archeologia e storia dell’arte dell’agro nolano” organizzato dall’associazione culturale UNITRE di Cicciano. L’Università delle Tre Età, brevemente UNITRE, è un’associazione nazionale di promozione sociale nata negli anni Settanta a Torino e oggi riconosciuta dal Ministero del Lavoro. Ad essa aderisce la sede di Cicciano e tutte le altre sedi autonome locali sparse su tutto il territorio nazionale. Per i suoi principi ispiratori l’UNITRE è definita “accademia di cultura” e “accademia di umanità” e propone corsi di lezione tenuti su base volontaria da docenti di alto profilo.

Il titolo dell’evento, chiaro riferimento a Tacito, diviene in questa sede una vera e propria manifestazione di intenti. L’obiettivo di questi incontri è quello promuovere la conoscenza storica del territorio campano, in particolare quello dell’agro nolano, spesso sconosciuto non solo ai “forestieri”, ma anche agli abitanti di Nola e del circondario e che invece nel corso dei secoli ha assunto un ruolo economicamente e strategicamente determinante per la felice posizione geografica al centro della pianura campana. Inoltre l’impegno non è solo quello di far conoscere il territorio, ma soprattutto quello di valorizzare quei beni culturali, considerati ancora oggi ingiustamente “minori”, che rischiano di essere dimenticati e cancellati dalla memoria storica degli uomini. Per questo saranno anche previste delle visite guidate sui luoghi interessati dagli studi.

In base a questa logica di valorizzazione dei territori minori e di “decentramento culturale” si è scelto di tenere l’evento a Cicciano, uno dei centri più piccoli del territorio nolano. Il curatore dell’evento, il prof. Giuseppe D’Avanzo, commenta: «Con queste nuove ricerche di rilievo nazionale e internazionale, Cicciano diviene finalmente un centro culturale di prim'ordine all'interno dell'agro nolano».

L’evento si dipanerà in una serie di quattro incontri che prevedono la partecipazione di alcuni tra i più noti studiosi di archeologia e storia dell’arte del territorio campano. Ogni incontro sarà presentato dal prof. Giuseppe D’Avanzo.

Il primo incontro “Preistoria e protostoria nell’ager nolanus”, a cura dell’archeologo Nicola Castaldo e dell’architetto Emilio Castaldo, ripercorrerà la storia dei più noti ritrovamenti archeologici in area nolana, a partire dalle prime tracce di insediamento all’interno di una grotta in località Roccarainola, passando per i reperti della facies di Palma Campania, fino alle più recenti e note scoperte, come il villaggio preistorico di Nola oppure il villaggio protostorico a Longola di Poggiomarino. Alcuni di questi importanti ritrovamenti possono essere considerati come unici al mondo per rarità e per qualità conservativa. Ciò si deve all’attività vulcanica del Somma-Vesuvio, in particolare all’eruzione delle “Pomici di Avellino”, nell’età del Bronzo, e quella cosiddetta di Pollena, per il periodo tardo antico, i cui depositi piroclastici obliterarono i villaggi della zona. L'eccezionalità del ritrovamento di Nola è dovuta alla circostanza che il villaggio, alcune ore dopo l'inizio dell'eruzione, dopo essere stato già ricoperto da circa un metro di pomici e da una pioggia di ceneri, fu investito da un’alluvione fangosa che, penetrata all'interno delle capanne, ne inglobò le strutture. Il fango ha effettuato un vero e proprio calco delle strutture in legno e paglia, riempiendo anche le suppellettili che vi erano sistemate, come i vasi ed i forni. In questo modo per la prima volta è stato così possibile comprendere la forma che avevano queste costruzioni, l'orditura dei tetti e la carpenteria e quale organizzazione avessero dato gli abitanti agli spazi delle abitazioni, nello svolgimento delle attività di ogni giorno. Un’analoga conservazione si è avuta a Poggiomarino, questa volta per merito dell’acqua. Si sono conservati così molti materiali deperibili delle abitazioni e delle infrastrutture, che hanno costituito un eccezionale dossier per indagini dendrocronologiche, archeobotaniche e, archeozoologiche.

Il secondo incontro si intitola “Moderno, postmoderno e contemporaneo. Lo stato dell’arte nel territorio nolano” ed è a cura del prof. Pasquale Lettieri. L’intervento sarà un’analisi dei fenomeni artistici dalla modernità alla postmodernità nell’area nolana, più precisamente una mappatura dell’arte in Terra di lavoro. La discussione si incentrerà sulla complessità dei fenomeni artistici e sulle connessioni con il mondo contemporaneo: saper leggere i fenomeni artistici nella loro complessità vuol dire comprendere la necessità di una trasformazione continua, adattando le nostre caratteristiche culturali, morali ed etiche in modo da non essere travolti dalla corrente continua degli eventi, delle progettualità e delle derive e seguire le trasformazioni, in modo da esser sempre in sintonia, in sincronia, il che vuol dire anche in critica e in dissenso, con quello che accade, nel reale e nel virtuale, per non essere preda di teorie superate, di linguaggi mitizzati, di retoriche rituali, tutte quelle cose che in passato hanno presieduto alla nascita, alla crescita, al declino e alla morte delle civilizzazioni e delle istituzioni accademiche e culturali. Escluse le posizioni di apocalittici e integrati, che appartengono a due estremismi dogmatici, che non riescono a leggere le conservazioni e le trasformazioni come insuperabili molecolarità della vita materiale e delle sue proiezioni culturali, tutte le altre posizioni devono essere considerate accettabili e necessarie, per coltivare le memorie del passato e farle diventare energie della vita, ricordando che tutti gli innovatori, anche quelli oggi santificati, sono stati o pazzi o eretici e spesso le due cose insieme, come nel caso di Giordano Bruno.

Il terzo incontro intitolato “Le ultime acquisizioni sulla chiesa di Santa Maria Assunta a Pernosano”, a cura dell’architetto Giuseppe Mollo, ripercorrerà la storia del complesso altomedievale di Santa Maria di Pernosano frazione di Pago del Vallo di Lauro. Il complesso rappresenta un sito di eccezionale interesse per l'archeologia e la storia dell'arte medievale in Campania. Le campagne di scavo archeologico effettuate nel secolo scorso hanno riportato in luce, sotto l'attuale parrocchiale di Santa Maria Assunta, l'impianto di una precedente chiesa altomedievale che conserva in parte ancora un notevole apparato decorativo pittorico e lapideo. In questa sede si discuterà del riesame delle fonti documentarie che ha permesso di acquisire nuovi dati sulla chiesa altomedievale e sulle sue pertinenze; della rilettura del diploma dei conti di Caserta del 1195 che ha consentito di precisare meglio gli anni di fondazione del complesso religioso ed evidenziare i soggetti muniti di poteri giurisdizionali o più semplicemente di diritti patrimoniali tanto di natura ecclesiastica quanto feudale. Infine i documenti di natura artistica hanno confermato quanto già sostenuto

in precedenti contributi, ossia la posizione strategica della chiesa, posta in un'area di frontiera tra il ducato bizantino napoletano e quello longobardo capuano.

L’ultimo incontro intitolato “Nuovi studi sul complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana” a cura della dott.ssa Antonia Solpietro sarà un riesame della storia del complesso monumentale nelle sue vicende storiche e nei relativi risvolti artistici. Il complesso francescano si ritiene fondato nel 1510 dalla regina Giovanna III, vedova di Ferdinando II d’Aragona, in un’area occupata in antico probabilmente da una villa romana e successivamente da una chiesa altomedievale. Interrata da un’alluvione, la chiesa altomedievale fu adibita dalla regina Giovanna a cripta della nuova chiesa superiore, costruita probabilmente in epoca rinascimentale. Le nuove ricerche qui presentate saranno incentrate su una ridiscussione di tutti gli studi fatti fino ad oggi, a partire dallo sviluppo di una primitiva cappella, a cui si deve il nome dell’intero complesso, la cui dedica a Santa Maria del Pozzo risulta essere un chiaro riferimento all’esistenza di cisterne antiche e ad una serie di strutture appartenenti ad una villa romana parzialmente scavata agli inizi del Novecento. Lo studio proseguirà con il riesame del ciclo di affreschi della chiesa inferiore, un’opera da mettersi in relazione con un’illustre personaggio, Paolo Capograssi, figura di primo piano nella politica angioina. Il discorso proseguirà illustrando il monumento sepolcrale di Paolo Capograssi, datato al 1400, e quello di Ludovico Cardone, un altro importante personaggio da mettersi in relazione, questa volta, con gli aragonesi.
CS

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