Cicciano, Smart Photography: corso inclusivo per imparare ad esprimersi fotografando

Viviana Papilio

Nasce nell’ambito del progetto europeo “Svezziamo” l’iniziativa senza scopo di lucro organizzata dalle Associazioni Bandix e UILDM Sezione Cicciano allo scopo di supportare i partecipanti nell’utilizzo dello smartphone quale strumento semi professionale per realizzare fotografie attraverso le quali puntare ad esprimere se stessi

CICIANO -  Ha avuto luogo lo scorso 24 settembre, nella sede della biblioteca comunale di Cicciano, la presentazione del corso “Smart-Photography, fotografare con lo smartphone”.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione di due Associazioni attive sul territorio e operanti nell’ambito della inclusione, della partecipazione e della condivisione sociale. Si tratta di un corso intensivo di fotografia, organizzato da Bandix in sinergia con Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) sezione di Cicciano, e che si avvale della esperienza e della professionalità dell’Arch. Gaetano Altobelli, fotografo professionista e ideatore del progetto.

Bandix – progettazione europea (Camposano), cogliendo l’opportunità messa in campo dal “Corpo europeo di Solidarietà”, ovvero dal piano nato in seno all’Unione Europea e rivolto a giovani volontari con lo scopo di attivare e attuare azioni di sostegno verso comunità o popolazioni in Europa, ha promosso diverse attività. In questo contesto ha preso il via “Svezziamo”, progetto attraverso cui due giovani ragazze, Silva, armena di trent’anni e Rihab, tunisina di venticinque, hanno scelto di destinare il proprio anno di volontariato presso l’Associazione Bandix nel comune di Camposano a supporto della comunità locale.

Smart-photography nasce nel solco delle attviità di solidarietà e inclusione .

Lo scopo del corso non si limita all’apprendimento delle tecniche-base per realizzare belle foto con il cellulare, ma è anche quello di rivolgere l’obiettivo verso se stessi imparando ad esprimersi attraverso le immagini che si osservano o si scelgono di immortalare dentro gli scatti.

Riuscire a dare spazio all’interiorità e alla propria capacità di comunicare in modo personale e unico, adoperare con perizia lo strumento di cui si dispone, imparare a superare i limiti di natura fisica, sociale, economica oppure culturale: in questo contesto il tema dello sconfinamento viene affrontato con svecchiata sensibilità, sia esso inteso come scavalcamento dei confini interiori e tangibili, superamento delle divisioni tra i singoli, riconoscimento delle “diverse abilità” dell’altro. Confine è, infatti, parola felicemente ambigua, dal latino cum “con” e finis “limite” significa letteralmente “che ha il confine in comune”, parola, dunque, che non separa ma congiunge. Come ha sottolineato l’arch. Altobelli, rafforzando e avvalorando il tema del suo corso-percorso, le fotografie necessariamente connettono almeno due persone, colui che le scatta e colui che le osserva: questo elemento pacificamente implicito comporta già un primo smembramento del limen tra individui.

Le lezioni, dunque, punteranno a favorire lo sviluppo delle abilità del singolo nella comunità e del suo pensiero personale.

Al termine del progetto le foto scattate dai partecipanti verranno esibite in mostra presso uno spazio espositivo nolano, momento solo formalmente conclusivo. 

il corso si svolgerà presso la Biblioteca di Cicciano, gestita dalla Uni Tre che ha felicemente ospitato e appoggiato l’iniziativa, e si accompagnerà ad uscite outdoor. Chiunque può prendervi parte previa prenotazione ai numeri indicati in locandina.

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