Brusciano, rischio Vesuvio. Subito prove di evacuazione e gemellaggi

Anita Capasso

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BRUSCIANO. "Subito prove  annuali di evacuazione per un campione di 40 mila abitanti della zona rossa e un gemellaggio con i paesi ospitanti". E' questo ciò che la pastorale sociale per la giustizia, l'ambiente e il lavoro di don Giuseppe Autorino  auspica. "

Il passato ed il presente non sono modificabili: sul futuro possiamo invece intervenire, cercando di  progettarlo e costruirlo in modo tale che possa rispondere alle nuove esigenze di lavoro, di sviluppo  della persona e di qualità della vita".

L'incontro  tenuto a Brusciano, presso la chiesa di san Sebastiano,  ha acceso la discussione sul tema del lavoro e dell’ambiente in una società che cambia e che  invoca giustizia. " E' stata  una serata - dice la pastorle -per richiamare le forze del territorio verso l'individuazione di un modello di riferimento  per leggere il nostro tempo in linea con le sfide attuali".

 A raccontare “l ’impegno e gli interventi passati della Pastorale Sociale e del  Lavoro (Ambiente - Lavoro - Giustizia)” è stata Giuseppina Orefice, che ha sostenuto quanto sia stato instancabile l' impegno diocesano sul fronte ambientale, visto anche l'elevato tasso di inquinamento  registrato a San Vitaliano. Tra gli addetti ai lavori  il presidente della Fondazione 'Convivenza  Vesuvio', Vincenzo Coronato,  che  ha spiegato le finalità dell' Associazione costituita nel 2008 e che  vede tra i suoi partner  anche Confindustria Caserta.

Il progetto 'Convivenza Vesuvio' prevede che, nel caso di eruzione del vulcano, la popolazione dei  venticinque Comuni vesuviani a rischio, quelli compresi nella cosiddetta Zona Rossa, sia spostato nelle  altre province campane, soggette a spopolamento. Il piano di trasferimento si limita ad uno  spostamento di 40 chilometri dalla residenza di partenza, rimanendo all' interno della Regione Campania, non lontano dagli interessi culturali, sociali ed economici della popolazione interessata.

Coronato sollecita  correttivi al piano e l' adozione di  strumenti di Protezione civile adeguati .Lancia poi il j’ accuse alle paludi istituzionali con la necessità di urgenti misure di contrasto per fare in modo che la protezione civile già prima sia in grado di intervenire in maniera realistica.

"Come fondazione stiamo -conclude Coronato-  creando il basamento istituzionale guardando i cittadini vesuviani come risorsa non come un problema.

In sala ci sono anche don Aniello Tortora, il padrone di casa, don Salvatore Purcaro e Gennaro Esposito di Medici per l'Ambiente . L' incontro si conclude con la somministrazione di un questionario sulle problematiche affrontate.

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