Nola, tra natura e infinito al museo

Redazione

NOLA - Dal 5 al 31 gennaio il Museo Storico Archeologico di Nola, grazie all'impegno dei curatori avv. Antonio Ambrosino e arch. Mara D'Onofrio, ospita le opere dei cinque vincitori del concorso “OfficinARS-durante e dopo: resilienza”, gli artisti Navid Azimi Sajadi, Penelope, Federica Poletti, Marika Ricchi e Thomas Scalco.

Il concorso ha dedicato anche una sezione junior, e all'ultimo piano del museo è stata allestita una mostra fotografica di “quadri, sculture e architetture viventi” realizzata da alcune classi della scuola media dell'Istituto comprensivo De Curtis di Palma Campania, diretto dal prof. Francesco Furino, guidate, dalla prof. Maria Teresa Parisi, mostra che approderà al Senato. Il premio, indetto dall'associazione di Reggio Emilia Villa Sistemi Reggiana, volto ad individuare e promuovere artisti emergenti, ha avuto come tema la resilienza e uno dei suoi massimi paradigmi, Giordano Bruno.

Sabato 19 gennaio, al museo, s'è avuta l' ”Artist reception” di uno dei vincitori, Penelope Chiara Cocchi, un'artista bolognese di indiscussa fama che vive e lavora tra Bologna, la Florida e il Canada, e che è stata ospite dell'ultima edizione della Biennale d'Arte di Venezia in cui ha esposto per la prima volta una sua invenzione tecnica chiamata “Star Gate”.

I nuovi “quadri” di Penelope, gli Star Gates, mostrano mappe stellari e scritte filosofiche con un metodo innovativo e tecnologico servendosi di giochi di specchi e LED. Il suo linguaggio artistico fonda in un'unica dimensione arte, scienza e filosofia e quindi la ricerca artistica si concentra sul fondamentale rapporto tra l'uomo e la natura, sul nesso che intercorre tra l'universo umanistico e quello scientifico. L' incontro, moderato da Francesco Di Palma, si è volto soprattutto al percorso artistico della giovane Penelope.

“L' artista è Ulisse quando viaggia e riempie i suoi occhi di meraviglia” afferma Chiara “diventa Penelope quando chiude la porta del suo studio, e trasforma quella meraviglia in arte, ecco perché ho scelto questo nome d'arte”.

“La mia invenzione, gli Star Gates, nascono da un sogno e dal desiderio di poter rendere visibile l'infinito” - continua l'artista -  “ho cosi messo due specchi uno davanti all'altro e ho cercato di chiuderli in una scatola per godere l'infinito.”

“Da piccola abitavo in campagna e quindi ho sempre avuto un rapporto molto intimo con la natura e dunque un'artista non può non rappresentarla in tutta la sua maestosità e la sua bellezza” precisa Penelope.

Riguardo al tema del concorso dice “la resilienza è la capacità di un oggetto di ricevere urti senza rompersi, e proprio come un oggetto bisogna battersi per raggiungere determinati obiettivi, diventare resistenti e credere in ciò che si fa proprio come seppe fare il vostro concittadino Giordano Bruno.”

“La mia invenzione artistica, il mio voler rendere visibile l'infinito ” chiarisce “ben si collega col Bruno che analizzò approfonditamente il tema dell'infinito”.

“L' uomo sta dimenticando” termina “ che lui stesso è natura, che non rispetta più la natura”.

“Ricordate” dice rivolta alla parterre “ delle ingenti masse di plastica che girano per gli oceani, questo è ciò che stiamo causando al nostro Pianeta Terra, la nostra casa, la nostra vita”.    

 

Francesco Di Palma

                                                          

 

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