Droni per la protezione civile, l’esperienza Rescue Drones Network

Mauro Romano

Il presidente del RDN Salvatore Caliendo informa che il 15 ed il 16 dicembre si terrà il primo campo di addestramento Delta Tango 1: innovazione e integrazione delle esperienze per garantire qualità negli interventi per la sicurezza.

Arriva il primo banco di prova per l’associazione Rescue Drones Network (RDN), il progetto italiano destinato a realizzare una rete di pronto impiego di Aeromobili a Pilotaggio Remoto (Droni) a supporto delle attività di soccorso sia ordinario che per medio-macro emergenze.

 

L’associazione di Volontariato Rescue Drones Network è nata lo scorso 13 ottobre ed a due mesi dalla sua fondazione effettuerà il  primo campo di addestramento DELTA TANGO 1.

 

Nel giorno della sua inaugurazione è stato presentato, per la prima volta a livello nazionale, ABZERO, l’unico drone in Europa dedicato al trasporto certificato del sangue, da ospedale ad ospedale, con un volo dimostrativo di trasporto di sangue urgente.

 

Il volo è stato seguito dall’alto dal drone del sistema SARA di Topview, recentemente testato in Polonia e destinato alle operazioni SAR e monitoraggio diurno e notturno in mare, per portare soccorso a persone in difficoltà; il tutto avviene in occasione della convention con trasmissione in diretta delle immagini nella sala dove è allestito un Centro di Comando e Controllo collegato via radio con le postazioni esterne.

Il network Rescue Drones (RDN)

 

RDN è anche un incubatore che promuove la ricerca e l’applicazione di tecnologie innovative nel campo del soccorso e l’ingresso già dalla fondazione di progetti come quelli citati sopra rappresenta un esempio molto concreto.


Aderiscono al Network:

 

§  Disaster Managers, piloti di droni e di aerei commerciali e militari;

 

§  Corpi di Polizia locale;

 

§  Agenzie regionali di Protezione Civile;

 

§  Università, appartenenti alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco e a Corpi Militari;

 

§  Ingegneri aerospaziali;

 

§  Medici;

 

§  Topografi e diverse altre figure.

 

Dalla ricerca di persone scomparse con termocamere, alla supervisione dall’alto di incidenti stradali o ferroviari, le attività con il drone prevedono anche:

 

§  il controllo degli incendi al monitoraggio delle frane;

 

§  l’ispezione preventiva di strutture alla documentazione forense post-evento dagli interventi in emergenza per terremoti ed alluvioni al trasporto di ripetitori telefonici e sistemi di amplificazione per comunicare con la popolazione; dal trasporto del sangue a quello dei medicinali.
Una rete di professionisti che si muovono secondo protocolli di intervento studiati e standardizzati, inseriti adeguatamente nei sistemi locali, nazionali ed internazionali di gestione del soccorso e delle medio-macro emergenze: già al momento della fondazione sono oltre 170 gli operatori sparsi su tutto il territorio, con una disponibilità di circa 250 droni e con almeno un terzo di volontari pronti a partire tra 1 ora e 3 ore dall’allertamento.

 

L’esperienza sul campo Delta Tango 1

 

Il 15 e 16 dicembre 2018 saranno impegnate una sessantina di persone, provenienti da diverse regioni italiane, la maggior parte sono piloti di droni abilitati da ENAC, nel campo di addestramento individuato in provincia di Piacenza in località Mareto nel comune di Farini. Queste le coordinate 44°42’12.30″N; 9°30’15.25″E.

 

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Questo primo campo sarà dedicato alla sperimentazione tecnologica e delle modalità di intervento per la ricerca di persone in aree impervie e si terrà indipendentemente dalle condizioni meteo, proprio per testare l’operatività in ambienti difficili.

 

In questa ottica le squadre nella giornata di sabato condurranno le seguenti attività:

 

§  realizzazione di una infrastruttura di rete locale per comunicazioni fonia e dati nell’area delle operazioni

 

§  definizione delle modalità di rilievo e modellazione 3D a mezzo droni per fornire ai centri di comando e controllo informazioni sull’estensione dell’area interessata dall’evento, sui dati subiti, sulle vie di accesso, sulle aree di atterraggio, ecc.

 

§  sperimentazione di termo-camere su droni per l’individuazione di persone in vita

 

§  sperimentazione di sistemi di amplificazione sonora su droni per comunicare con le persone da soccorrere

 

§  sperimentazione di sistemi di illuminazione da droni

 

§  sperimentazione di ripetitore per telefonia mobile su drone vincolato

 

§  sperimentazione della trasmissione live di immagini video da drone alle squadre di ricerca a terra, per garantire loro sicurezza e monitoraggio continuo dell’area da esplorare

 

§  addestramento per attività di Mantracking sull’identificazione delle tracce a terra (con formatori che addestrano i corpi militari speciali)

 

§  definizione e test delle comunicazioni aeronautiche in emergenza

 

Nella giornata di domenica, 16 dicembre, verrà attivata la ricerca di persone scomparse con l’ausilio dei diversi sistemi sperimentati il giorno precedente.

 

Saranno allestiti un Centro di Comando e Controllo presso l’albergo locale, dove sarà possibile ricevere sia le comunicazioni radio che le immagini video live delle operazioni, nonché un’unita mobile di coordinamento nei pressi del campo volo; il centro sarà ovviamente a disposizione degli Enti in indirizzo.

 

È indubbio che sperimentazioni ed addestramento hanno senso se condivisi e coordinati con le diverse componenti del sistema di Protezione Civile e proprio per questo è necessaria la collaborazione degli Enti in indirizzo ed il coinvolgimento dei gruppi locali (squadre di ricerca, unità cinofile, servizio sanitario, ecc.) per iniziare a praticare l’integrazione necessaria.

 

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