ADL: Di Lorenzo il primo regalo per Ancelotti, cerchiamo un grandissimo attaccante

Giuseppe Lombardi

Il presidente azzurro ha parlato ai microfoni di Sky Sport

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato ai microfoni di Sky Sport in diretta da Capri: “Sarri alla Juve mi divertirebbe, ma non sono io per dire se è l'allenatore giusto. Non sono Agnelli. Agnelli è uno che conosce perfettamente la sua società ed è il miglior giudice per decidere cosa fare perché sa bene dove vuole andare.

Poi c'è anche il Milan, la Fiorentina, la Roma, forse anche la Lazio qualora Sarri dovesse restare al Chelsea e Inzaghi finire alla Juve, sono in parecchi a dover cambiare. Io mi tengo stretto Ancelotti, sono monogano, se trovassi un tecnico funzionale al progetto di crescita lo terrei a vita perché è più facile" Ancelotti è quello giusto? Si è dimostrato un compagno di viaggio esemplare, poi è una persona colta, educata e piacevole. Possiamo discutere di tutto e abbiamo delle affinità comuni. Entrambi abbiamo il gran senso di rispetto e di amicizia, che è una cosa fondamentale, soprattutto nel calcio che chiunque ti dà una pacca sulla spalla e poi ti tradisce".

Di Lorenzo? "È il primo regalo di Ancelotti. E' un bravissimo terzino che stavamo verificando. In queste squadre che possono sembrare minori, poi hanno un senso di responsabilità straordinario, perché devono combattere fino alla fine e non 'pariare'. Lui ha 26 anni e credo sia ancora molto giovane e un validissimo acquisto".

Sul mercato: “Il Napoli sarà sicuramente più forte l'anno prossimo. Il primo anno è servito a Carlo per rientrare in un clima italico che aveva abbandonato da diversi anni, ha dovuto far giocare tutti quei giocatori che con Sarri non avevano giocato e ha dovuto valutarli. Abbiamo fino a 8 giocatori che sono fuori Italia, quest'estate durante il ritiro abbiamo tante verifiche da fare. Poi dobbiamo trovare un grandissimo attaccante. Quello è ciò che dobbiamo trovare, se lo troviamo e se esiste. Dobbiamo trovare un grande attaccante ma soltanto se è quello giusto e quindi facciamo lo sforzo per prenderlo, se troviamo un grande attaccante ma che è quasi quello giusto allora quel quasi non mi convince".

Quagliarella? "Quagliarella era soltanto un atto d'amore e di simpatia, era un forma di bel gesto. Era per dire che se lui fosse stanco e volesse venire a fare qualche partita la nostra porta resterà aperta. Noi però dobbiamo capire se abbiamo bisogno di una vera punta o di una seconda punta, il mercato può creare delle sorprese. Entro lunedì vi darò un'altra bella notizia per l'estate".

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