Segnali di Vita: il nuovo libro di Fabio Zuffanti

Paolo Isa

La biografia de La Voce del Padrone, del Maestro Franco Battiato

Il 21 settembre 1981 è una data scolpita nella Storia della musica italiana: quel giorno Franco Battiato pubblica il suo undicesimo album, La voce del padrone. È il più pop e al tempo stesso il più difficile, infatti che cosa vorrà mai dire “cerco un centro di gravità permanente”? E un’atmosfera così festosa, i testi quasi incomprensibili ma che rimangono  subito in mente, le musiche coinvolgenti ma spiazzanti, che cosa significano? 

Questo disco non è meno raffinato dei precedenti, anzi, però ha qualcosa che agli altri mancava: una volontà di comunicazione, di stupire sin dal primo ascolto, e il proposito, quasi folle, di arrivare all’immaginario collettivo pur nella complessità di riferimenti, giochi di parole, ermetismo. In ogni caso, Battiato ci riesce: La voce del padrone diventa il disco più venduto di sempre in Italia (oltre un milione di copie). E oggi è ancora venerato: appena sette tracce, mezz’ora di melodie perfette impresse nella memoria di intere generazioni. Per l’eternità, come capita solo ai capolavori. 

Segnali di vita, scritto da uno dei massimi esegeti del Maestro siciliano, ripercorre la genesi dell’opera: gli antefatti, la creazione di un personaggio scostante e irresistibile, le ragioni di un record così clamoroso, il contesto sociale e musicale nell’Italia di quegli anni, la voglia del Nostro di non ripetersi mai, il suo desiderio di sbancare le classifiche 

ma di continuare le sue ricerche senza clamori, lo studio dettagliato del metodo compositivo, delle registrazioni, della copertina, delle singole canzoni, l’impatto sul pubblico. 

Soprattutto su un ragazzino di 13 anni che, grazie a questo album, imparerà ad amare visceralmente la musica e si porrà molte domande su ciò che Battiato voleva comunicare e su quanto ci fosse da imparare grazie a lui. Fino a rendersi conto che La voce del padrone sarebbe diventato il disco che più di ogni altro gli avrebbe cambiato la vita. 

A lui, come a tantissimi altri. 

Fabio Zuffanti (Genova, 1968) è scrittore e musicista. Attivo dal 1994, è stato coinvolto nella realizzazione di oltre quaranta album, come solista e con band, nei più svariati generi: prog, elettronica, pop, folk, jazz, classica, cantauto­rato, psichedelia, postrock, industrial, dark-gothic. È anche produttore artistico, conduttore in radio e tv e ogni anno organizza il festival Z-Fest. Dal 2012 porta avanti una pa­rallela attività letteraria e giornalistica, pubblicando saggi, raccolte di poesie e racconti e collabora, tra gli altri, con "La Stampa" e "Rolling Stone Italia". Vanta inoltre una se­rie di collaborazioni musical-letterarie con scrittori quali Tommaso Labranca, Wu Ming, Antonio Moresco. 
 

Baldini+ Castoldi, Milano 2021, euro 17.00, pagine 256 

 

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