Saviano, Alfredo Troise con la mostra personale "Fuori Controllo"

Mauro Romano

Dicono di lui; "Le esposizioni del Troise sono le uniche dove il fruitore oltre a guardare le opere viene a sua volta osservato dalle stesse..."

Fuori Controllo é il titolo della mostra che si terrà presso l’archivio storico di Palazzo Allocca a Saviano dal 15 al 30 marzo 2019. Perché fuori Controllo? Perché la kermesse artistica prende nome in correlazione ad uno scompenso neurologico di cui l'Artista,  Alfredo Troise,  esporrà le proprie creazioni é affetto.

La sindrome di Gilles de la Tourette o semplicemente sindrome di Tourette non molto nota, é un disturbo neuropsicologico ossessivo compulsivo che colpisce l'emisfero sinistro del cervello quello preposto ai freni inibitori, che comporta tic facciali e/o corporali con consequenziale turpiloquio che costringe l'individuo a l'incoercibile pulsione a proferire parole scurrili o imbarazzanti, coprolalia o ecoprassia.

Ed é appunto questo "squilibrio" che l'artista napoletano classe 76 residente ad Arzano periferia difficile situata nella area a nord di Napoli, mette in mostra. Il suo vomitare dissenso sulle tele, il suo riscatto agognato per troppi anni. Nelle sue rappresentazioni pittoriche sono raffigurati i mille sguardi e gli innumerevoli volti pregiudizievoli e giudicanti che sin da giovane lo hanno accompagnato nel suo percorso evolutivo ed artistico.

Questo sguardo dicotomico che mette a dura prova l'osservatore costringendolo a riflettere. Dicono di lui; "Le esposizioni del Troise sono le uniche dove il fruitore oltre a guardare le opere viene a sua volta osservato dalle stesse..." Ritenuto l'Artista del disagio appunto per il motivo che i suoi lavori raffigurano il pregiudizio ed il preconcetto subito sulla propria pelle, ma che di riflesso quello che vive la società nei confronti di qualsiasi forma di anomalia o diversità.

Le sue forti cromie di colori accesi e le forme soff­erenti, lasciano intravedere ĺ'enorme disagio a cui é andato incontro. Quei sguardi sdegnosi non sempre clementi pronti a redarguire ogni qualvolta si presentasse uno scivolone grammaticale. E’ questo non controllare che rende la pittura del Troise vera ed originale,  senza filtri priva di condizionamenti didattici.

Tralasciando volentieri tecnicismi e regole accademiche, si spinge ad urlare contro le superfici da dipingere tutto il turbamento esistenziale. É tutto rappresentato in quelle forme a­ffaticate e quei toni accesi. Un paradosso di vita, da una parte il dramma ed il coraggio con cui vive e reagisce ai colpi inferti dalla sua scomoda inquilina, dall'altra la sua grande motivazione artistica e l' ottimismo innato che lo ha aiutato ad affrontare il tortuoso tragitto, come fosse una forma di espiazione terrena.

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