Marigliano, in ricordo di Luigi Napolitano vittima del Covid

Redazione

MARIGLIANO - Il 15 novembre, un mio carissimo amico, l’ing. Luigi Napolitano, splendida persona è salito in cielo, vittima della pandemia. Il suo nome a tanti non dice nulla ma chi lo conosceva sa chi era Luigi, una persona solare, con un’enorme vitalità e voglia di vivere, in forma e iperattivo con mille progetti da portare avanti. Non aveva patologie, non era anziano, eppure il maledetto lo ha reso vulnerabile.

Io la famiglia e gli amici del bar stiamo affrontando un momento molto triste e difficile.

Il messaggio che voglio lasciarvi è di riflessione, fate attenzione, il mostro è dietro l’angolo, non voglio che altri debbano passare le sofferenze e lo strazio del mio amico.

Luigi se ne è andato da solo, non potrà avere un degno funerale, gli ultimi giorni di vita, se così si può dire, li ha trascorsi in isolamento e intubato in un padiglione di ospedale, senza l’affetto dei propri cari costretti ad apprendere del decesso con una fredda e distaccata telefonata.

Per questo io vi dico, non deve accadere anche ad altri, facciamo attenzione non è un gioco. Il maledetto non ne vuole sapere di scomparire dalla faccia della terra, e noi con la nostra superficialità e la voglia di non abbandonare, anche se momentaneamente, le nostre abitudini lo stiamo alimentando e lo stiamo facendo godere.

Si stanno scrivendo fiumi di parole, ordinanze, decreti, proclami, ore e ore di programmi televisivi e radiofonici con la messa in onda di scandalose polemiche con accuse reciproche al solo scopo di  fare audience o aumentare il potere politico e mediatico.

A luglio c’eravamo illusi di averlo sconfitto e ci siamo dati alla pazza gioia, lui ne ha approfittato ed è tornato più forte e virulento di prima.

Eppure chi è al potere sembra non accorgersi di quanto sta accadendo nella nostra Nazione e ci sottopone a ripetitive conferenze stampa, nei giorni e nelle ore più impensate, senza essere in grado di prendere una decisione capillare chiudendo tutto e tutti, cosa che, con il senno di poi, sarebbe stato meglio fare a metà ottobre, per almeno un mese, dando un sostanzioso aiuto economico alle imprese costrette a chiudere, (no bruscolini o ciociole) al fine di distruggere il mostro e ritornare con cautela alle nostre abitudini giornaliere. Oggi che la situazione è drammatica non si è trovato di meglio da fare che applicare il toto colori, il toto Regioni, per passare da un colore ad un altro, pare che una regione debba avere almeno 21 parametri comparativi. Poi considerando le Regioni a zona rossa, la più restrittiva, prevede la chiusura del 4 o 5 per cento di tutte le attività, infatti la chiusura riguarda solo attività con il codice Ateco del commercio al dettaglio, rimane aperta tutta la produzione, i cantieri edili, gli studi professionali, tutto il commercio all’ingrosso e buona parte del commercio al dettaglio e dei servizi.   

Io vorrei che quando accaduto a Luigi non succedesse ad altri, però mi rendo conto che questo, almeno per il momento, non è possibile in quando viviamo in un paese di leziosi burocrati, abituati a fare proclami, promettere mari e monti e poi solitamente partorire topolini.

E’ arrivato il momento di dire basta, che ognuno si assuma le proprie responsabilità, siamo stanchi, bisogna accantonare leziose polemiche, accuse reciproche da bar, cattiverie e scendere dagli sgabelli, a noi non interessa chi ha fatto di più o di meno, partiamo dal presupposto che è un Vostro diritto dovere risolvere i problemi, Vi abbiamo scelto per questo. A noi interessa la normalità, fare un tampone quasi in tempo reale, ricoverare un ammalato ed essere curato non in tempi biblici, evitare che si ripetano casi che sono all’ordine del giorno, evitare casi come quelli del mio amico Luigi.

L’amico di sempre Sebastiano Monda

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