Marigliano, Comunali: due poli trasformisti Sinistra-Centro-Destra

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo

MARIGLIANO - La lettera di Capua Azario contiene la propria  visione e interpretazione dei fatti inerenti la formazione della coalizione elettorale del Partito Democratico alle elezioni del Sindaco e Consiglieri al Comune di Marigliano, nonché le motivazioni e sensazioni personali dettate dalla propria esperienza di vita politica.

 Seguendo lo schema strutturale della suddetta lettera, e senza ombra di polemica, sono stato indotto a fare analoghe considerazioni che seguono, frutto di conoscenze elementari di storia politica e vita vissuta.

Innanzitutto mi meraviglio che Capua Azario, autodefinitosi “Comunista, uomo di sinistra”, sia stupito e collerico con quanto realizzato dal Partito Democratico  nella costruzione del cartello delle alleanze alle prossime elezioni comunali. Perché non definirla un’operazione di trasformismo politico Sinistra-Centro- Destra? Non  è ancora trasformismo Sinistra-Centro-Destra quello realizzato dall’altro cartello elettorale a sostegno del proprio candidato sindaco? In breve, il Partito Democratico, unico partito presente con il suo simbolo, e tutte le altre liste civiche, vecchie e nuove, con le loro composizioni, vecchie e nuove, hanno dato vita a due poli trasformisti Sinistra-Centro-Destra, con  entrambi i candidati alla carica di sindaco, consiglieri comunali uscenti eletti nel PD nella consiliatura appena conclusasi.

E perché non ricordare anche il padre del trasformismo italiano A. Depretis, uomo della Sinistra, nel 1876 Presidente del Consiglio dei ministri, e poi i successori F. Crispi e G. Giolitti? Si è ricorso spesso a questo tipo di  politica anche durante il periodo fascista e nel periodo repubblicano (come, ad esempio, avvenne nel 1958 con il trasformismo della giunta regionale siciliana del democristiano on.   S. Milazzo  formata da una maggioranza che partiva  dall’estrema sinistra ed arrivava all’estrema destra, comunisti e missini compresi) fino ai nostri giorni, caratterizzando la politica italiana in maniera raramente riscontrabile in altri paesi europei.

Quando Capua Azario dice: “Il mio pensiero è andato proprio a chi in quegli ideali credette fortemente, e non più tra di noi, che sicuramente non staranno riposando in pace”,  egli si riferisce alla vicenda elettorale  contingente pensando sicuramente a personaggi illustri e meno illustri, senza fare nomi. Io, invece, penso che oltre questo episodio ce ne siano stati altri più gravi, come ce ne saranno certamente altri ancora in futuro che faranno rivoltare nella tomba, in particolare, un personaggio meno illustre: mio padre Roberto. Proprio perché: inseguì, insieme a tanti giovani del suo tempo, ideali di libertà e giustizia sociale, materia prima per far nascere una comunità di cittadini nuova;  fu perseguitato dal Fascismo negli anni ‘20, emigrò in Francia; partecipò quale Volontario nella Guerra civile spagnola facendo parte della Brigata Internazionale Garibaldi, venne successivamente internato nel campo di concentramento di Le Vernet d’Ariège (il più duro di Francia) e poi consegnato alle Autorità italiane, processato e condannato al confino nell’isola di Ventotene; caduto il Fascismo, entrò a far parte  della Resistenza, quale partigiano, nella Brigata Garibaldi in qualità di Commissario politico e riconosciuto tale con il grado di Sottotenente.

Sulle ultime tre domande che concludono la lettera, sono convinto che  saranno chiamati a rispondere i dirigenti  politici del suo partito di riferimento, per cui non vado oltre.

Gilberto Donati, cittadino di Marigliano 

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