Giardino terapeutico: il dott. Papilio suggerisce un metodo per affrontare al meglio la quarantena

Redazione

Gentilissimo Presidente, Gentilissimi Amministratori locali,

mi rivolgo in primis a Voi che siete più vicini alle comunità e potete meglio comprendere lo stato d’animo delle persone, in questo tempo in cui, a causa del diffondersi nel nostro Paese dell’epidemia di Covid-19, per ragioni di sanità pubblica e per proteggere e tutelare la salute di tutti i cittadini, i nostri  Governanti a livello nazionale e regionale hanno dovuto fare scelte dolorose e severe, obbligando le persone a stare in casa. Assistiamo a uno slancio encomiabile da parte di professionisti di diverse discipline che si prodigano per dare un loro sostegno a quanti vivono condizioni di estremo disagio. In particolare operatori dell’ambito psicosociale, (Psicologi, Educatori, Assistenti Sociali, ecc.) impegnati nelle relazioni di aiuto alle persone più fragili e bisognose, hanno dichiarato la loro disponibilità a rendersi utili con varie iniziative e in diverse modalità.

Volevo suggerire, al fine di rendere meno gravoso lo stare a domicilio, che, accanto all’opportunità di fornire consulenze e sostegno psicologico e sociale a distanza, vi è la possibilità di dare un aiuto alle persone che sono a casa sfruttando le qualità terapeutiche di fiori e piante.

E’ un’iniziativa, attraverso la natura, con una valenza preventiva e riabilitativa: cercare un miglioramento fisico e psicologico interagendo con la natura in modo non solo visivo, ma con il contatto diretto con piantine e fiori, seppur restando a casa.  La vista del “verde” diminuisce il nostro livello di paura e di ansia dovute alla vita sedentaria a domicilio, migliora l’umore, abbassa il cortisolo  -definito “ormone dello stress”- la cui produzione aumenta in condizioni di elevato affaticamento psico-fisico.

Ridurre lo stress vuol dire ridurre anche il rischio di ammalarsi.

Il perdurare del vincolo di “restare a casa”, sicuramente necessario in questo momento, può far scaturire in alcune persone più fragili e vulnerabili sintomi da stress post traumatico.
Allora cosa possiamo fare per alleviare questa condizione?

Eminenti psichiatri e psicologi affermano che lavorare il terreno, il proprio giardino, prendersi cura di una piantina aromatica , di una primula, di un fiorellino in un vasetto da balcone, soprattutto in questo periodo primaverile, in cui la natura sboccia e rifiorisce offrendo il meglio di se,  ha  un benefico effetto sulla salute mentale e sulla vita delle persone. Insomma l’attività di giardinaggio è terapeutica.

Visto che non abbiamo la possibilità di andare al parco o lavorare un pezzetto di terreno ogni giorno come fare?

La soluzione si chiama giardinaggio domestico (home gardening), ma anche orto sul balcone, sul terrazzo o in cucina.
Prendersi cura di piccole piantine aromatiche o di fiori anche solo sul davanzale di una finestra o in ufficio non potrà che giovare al nostro umore giorno dopo giorno.

Quindi, oltre ad assicurare alle persone il soddisfacimento dei bisogni primari, si potrebbero donare alle famiglie, che non hanno uno spazio verde, dei piccoli “ kit da giardino”, o consentire a chi dispone di un proprio spazio/giardino di poter acquisire  le piantine di cui necessita. Esistono dei pacchetti detti “Giardini Tascabili”, sono sacchetti completi di semi di fiori (o piantine aromatiche e orticole) e terriccio, pronti da coltivare e facilmente posizionabili sul balcone o sul terrazzo, sul davanzale o in ufficio.

Anche i bambini possono essere coinvolti in questa attività ludico-ricreativa che ha anche un fine educativo verso la natura.

Prendersi cura di piante, di fiori, seminare, coltivare e veder crescere una piantina o un ortaggio aiuta a superare pensieri negativi, momenti di depressione, procura piacere e serve a regalarci piccoli momenti di benessere.

Semina un fiore e coltiva la speranza.

 

 

Dott. Carmine Papilio

                                                                                                                    Psicologo Psicoterapeuta     Direttore Servizio Dipendenze

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