Il lamento dei bambini

Redazione

Immaginate di trovarvi in Siria nel bel mezzo della guerra. Immaginate di aver perso tutti e tutto: la vostra casa, i vostri cari, i vostri affetti, ogni cosa. Immaginate che quei bambini siriani che i media ci mostrano, siano vostri figli, vostri nipoti, vostri fratelli o semplici fanciulli che conoscete. Immaginate che vi possa capitare la cosa peggiore che possa capitare ad un uomo: assistere alla morte di un bambino ammazzato, un fanciullo che muore nella maniera più atroce ucciso dai gas delle armi chimiche.

 

Immaginate che tra le vostre braccia muoia un fanciullo mentre si agita, si dimena, prova a respirare seppur invano, gli si riempie la bocca di saliva, suda e poi suda ancora, la sua saliva gli impedisce il respiro, sgrana gli occhi dolci e lucidi in segno d'aiuto, il corpo è madido per lo sforzo, il fanciullo è attaccato alla vita, lo sa ne è conscio ma nulla può e tantomeno nulla potete voi; all'improvviso tutto finisce, lo strazio finisce, il torace termina di contrarsi, il fanciullo muore soffocato dalla sua stessa saliva.

 

E mentre noi litighiamo stupidamente sulla formazione d'un governo, mentre noi ci preoccupiamo dei dati che Facebook ha venduto, mentre noi con invidia e avidità attendiamo l'ultimo balletto di un qualche miliardario sullo yacht, questo è quello che accade in Siria. Questo è quello che accade a meno di 2 ore di volo da Roma, in un luogo peggiore dell' inferno. Perchè mentre all'inferno le anime devono espiare le proprie colpe, in questo luogo, in Siria questi bambini non hanno alcuna colpa, non devono espiare alcunchè. Che colpa hanno queste povere anime innocenti per essere costrette al continuo supplizio delle bombe? Cosa hanno fatto per non avere diritto ad una vita degna pari a quella dei loro coetanei occidentali? Per quale colpa innata i bambini siriani devono morire asfissiati dalla loro stessa saliva?

 

Ho sempre pensato che le immagini siano fondamentali, aiutano a comprendere meglio e ho sempre pensato che soprattutto in guerra esse siano più eloquenti delle parole. Le immagini dei bambini siriani mi hanno fatto pensare che questa guerra sia peggiore persino di tutte quelle che l'uomo ha combattuto nell'ultimo cinquantennio. Niente sono stati il Vietnam, niente la Bosnia-Erzegovina, niente tutte le varie guerre per cui l'uomo si è stoltamente battuto negli ultimi anni. Quando penso ai bambini in guerra mi vengono sempre in mente due immagini: una è quella della bambina vietnamita che tutta nuda urla in maniera straziante e l'altra è quella dei bambini-soldato che imbracciano, come fossero adulti, un fucile.

 

Ma nelle immagini dei bambini siriani vi è qualcosa di diverso, qualcosa di ancora più brutale e inumano. I bambini siriani non piangono, il loro pianto è strozzato, non possono piangere come tutti gli altri bambini perchè faticano a respirare, perchè la loro aria e le loro lacrime non sono sufficienti per piangere. I bambini siriani non possono piangere come la bambina vietnamita. I bambini siriani non possono imbracciare armi come i bambini della guerra di Sarajevo. I bambini siriani devono lottare tra la vita e la morte. Se questi bambini sono uomini non ci voltiamo dall'altra parte, non voltiamo le spalle, non permettiamo che le immagini scattate e le parole spese precipitino nell' oblio della nostra memoria. Siamo esseri umani, niente di ciò che è umano ci è alieno.Persino i bambini siriani. 

 

F. Di Palma

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