Marigliano, piano casa: facciamo un po' di chiarezza!

Redazione

Dell'arch. Francesca Stabile

MARIGLIANO - ll Piano Casa, una legge con vuoti normativi e direttive che lasciano spazio alla "libera interpretazione"; così voluta forse per lasciar spazio agli speculatori di turno? Pare proprio di si!

La legge, nata per il rilancio dell' economia, prevede tra l' altro un aumento del 35% del volume edilizio esistente in caso di demolizione e ricostruzione; ciò  ha dato vita a veri e propri complessi edilizi, in luogo di preesistenti edifici, distruggendo, spesso, la memoria storica e l'identità architettonica di un paese. Ma cosa si intende per volume edilizio esistente?

Il volume edilizio esistente è determinato dai fabbricati dotati di legittimità urbanistica ( licenza edilizia, concessione edilizia, permesso di costruire, permesso di costruire in sanatoria, condoni edilizi), costruiti successivamente al 1942, data di  entrata in vigore della legge urbanistica n.1150.Per i fabbricati costruiti antecedentemente a tale data non era necessaria alcuna autorizzazione e pertanto legittimi.

Come é dimostrabile se un fabbricato è "ante 1942"?

È consuetudine di molti uffici tecnici accettare dichiarazioni del proprietario dove si asserisce che " l' immobile è antecedente al 1967" che sembrerebbe indicare che gli immobili edificati ed ultimati antecedentemente al 1 settembre 1967, entrata in vigore della L.765/67, non necessitano di alcun titolo. Ciò è valido esclusivamente per quegli immobili, edificati in zone in cui tra il 1942 ed il 1967 non esisteva ancora un " programma di fabbricazione ", oppure non erano ricompresi nell’ambito della città urbanizzata ossia fuori del perimetro urbano.

Sarebbe opportuno che gli uffici preposti accertassero se quanto dichiarato dal proprietario corrisponde al vero, verificando ad esempio, se tali  preesistenze sono riportate  nella planimetria catastale d’impianto cioè quella datata dal 1939 al 1941, o in alternativa dimostrabile con fotografie datate da cui si evinca la conformità dell’immobile allo stato attuale, o con rilievi aerofotogrammetrici ; mai fermarsi alle dichiarazioni sotto forma di atto notorio che non hanno valore probatorio. Gli attuali motori di ricerca (Google earth, Bing ecc) consentono di verificare, anche con ricerche cronologiche, se un tale fabbricato era esistente ad una detta data e verificarne la consistenza volumetrica! Quanto innanzi riportato é elemento indispensabile ai fini  di una corretta applicazione dell ' aumento del 35% sulla volumetria esistente; a dirla breve non possono essere computati nel calcolo dei volumi, capanni, pollai, tettoie, porcili, depositi ecc. di natura abusiva e comunque a carattere non residenziale. Considerare nel calcolo dei volumi ,ai fini dell'incremento del 35%, parti non residenziali per trasformarle in residenziale, presuppone una "distorsione" applicativa della norma in quanto ci si avvale due volte dello stesso beneficio: il cambio di destinazione d' uso da non residenziale a residenziale e l'incremento volumetrico del 35%  su quei volumi oggetto di cambio di destinazione d' uso.

Disattendere tali presupposti, comporta aggirare la norma, con conseguenze nefaste per uno sviluppo urbanistico del territorio che vede crescere una città solo in termini di vani abitativi e senza alcun tipo di infrastrutture ( strade, rete idrica, elettrica, fognaria, del gas, parcheggi, scuole, uffici pubblici, impianti sportivi, aree a verde, mercati, centri culturali, chiese). Significa consentire un vero e proprio sacco edilizio...

Cosa resterà per il semplice cittadino?

Arch. Francesca Stabile

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