Una svolta nella cura della leucemia dagli Stati Uniti

Rossella Sgambati

Viene da Filadelfia la nuova cura per la leucemia che porta alla morte almeno il 15% dei bambini e giovani adulti che ne vengono colpiti. Ad oggi 64 bambini affetti da questo tumore hanno avuto risvolti positivi dalla cura, che però ha un prezzo abbastanza consistente, 475 mila dollari. Tanti soldi  è vero, ma meno in confronto al trapianto di midollo che si fa per guarire leucemie e linfomi (si stima dai 550 agli 800 mila dollari).

Il trattamento

La cura consiste nel prelevare dal sangue dei malati un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti T, i quali vengono attrezzati con un recettore (CAR-T) che consente di riconoscere una proteina, l’antigene, sulle cellule malate per poi distruggerle. Da oggi gli ospedali autorizzati a mettere in atto il procedimento prelevano i linfociti T dai loro pazienti, li congelano e spediscono nel New Jersey dove vengono «lavorati» e moltiplicati, fino ad arrivare a centinaia di milioni di cellule attrezzate per eliminare il tumore. Tutto questo avviene in 22 giorni di lavoro. Le cellule vengono iniettate nell’ammalato in caso di eventuali emergenze.

Effetti indesiderati

La cura porta a diversi effetti indesiderati: pressione bassa, febbre, congestione polmonare e soprattutto problemi neurologici. Ciò accade perché nell’eliminare le cellule tumorali, si possono compromettere altri funzioni dell’organismo. Ma a questo si può rimediare sempre usando farmaci con cautela e mettendosi nelle mani di esperti che sanno bene come agire. Intanto, la cura  ha permesso a otto bambini su dieci di star bene almeno per tre mesi senza nessun segno di malattia.

L’autorizzazione

L'Fda (Food and Drug Adminstration), l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha approvato questo trattamento e ha dato il via libera a Novartis (una multinazionale farmaceutica con sede in Svizzera che fornisce soluzioni terapeutiche innovative) perchè lo possa commercializzare. 

 Le spese

Anche se la cura è a dir poco costosa, costa meno del trattamento relativo al trapianto di midollo osseo. Poi Novartis è disposta ad aiutare giovani e bambini che non sono coperti dall’assicurazione negli Stati Uniti. Arriverà sicuramente anche in Italia e sarà il Servizio Sanitario Nazionale ad occuparsene. Resta da fronteggiare il problema per i Paesi poveri, che non hanno le spalle coperte come i Paesi industrializzati. L’unica sfida alla lotta al tumore è quella di risolvere il problema dappertutto, ovunque metta le sue radici la malattia e a chiunque colpisca, bambino o adulto che sia.

Fonte: Corriere della Sera, la cura genetica da 475.000 dollari batte la leucemia con una puntura, di Giuseppe Remuzzi.

 

 

 

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