Acerra, ex Montefibre: che si faccia la bonifica prima della dismissione degli impianti

Nicola Riccio

ACERRA - Nel corso di un incontro tenutosi lunedì scorso, il primo cittadino di Acerra Lettieri ha espresso le sue preoccupazioni al Sottosegretario Cioffi relativamente all’attuale attività di dismissione dello stabilimento industriale e ai necessari progetti di reindustrializzazione, consegnando nell’occasione anche la documentazione che da anni il Comune ha inviato alla Regione e al Governo in merito alle questioni evidenziate, ribadendo: «E’ venuto il momento di affrontare nel complesso le problematiche relative all’ex sito Montefibre. Prima di tutto l’aspetto della dismissione degli impianti attuando le necessarie caratterizzazione e bonifica dell’area. Occorre capire cosa rimane nel sito per non correre il rischio che i curatori fallimentari vendano gli impianti senza fare l’obbligatoria caratterizzazione dei suoli. In questo momento ci troviamo nella situazione in cui i curatori fallimentari sono alle prese solamente con la dismissione dello stabilimento e c’è il rischio concreto che sul nostro territorio lascino tutti i problemi ambientali. E poi si deve affrontare il tema della reindustrializzazione del sito che si trova in area industriale ma che incide profondamente sul tessuto sociale della città di Acerra, non secondario il sostegno al reddito per i lavoratori del sito e dell’indotto i quali o non percepiscono più ammortizzatori o sono in scadenza».

Durante il successivo incontro con i lavoratori ex Montefibre poi, il Sindaco Raffaele Lettieri ha ribadito al Sen. Cioffi quanto aveva già chiesto in mattinata in Comune: «Non dobbiamo trascurare anche il tema della chiusura, più volte richiesta, del termovalorizzatore di Acerra, il cui avvio ha coinciso con il blocco di molte realtà industriali sul nostro territorio». Infine il primo cittadino di Acerra ha sottolineato: «In questi anni abbiamo più volte fatto presente che quando è stata rilasciata l’autorizzazione all’esercizio del termovalorizzatore non si è tenuto conto della sommatoria con le immissioni in atmosfera delle aziende in zona Asi ed in particolare della vicina società Friel, la quale usa come combustibile l’olio di palma. Abbiamo chiesto più e più volte che si tenga conta di questa sommatoria. E tra l’altro la norma attuale, regionale o nazionale, consente ancora ulteriori autorizzazioni di attività inquinanti sul territorio senza tenere conto di questi fattori inquinanti».

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