Marigliano, Comunali: la visione della città di Peppe Jossa

Redazione

Risposte alle nostre 10 domande del candidato sindaco Peppe Jossa

MARIGLIANO - Peppe Jossa avvocato classe 1973, padre di tre figli, sposato con Milena Guida. E' stato Consigliere al Consiglio Metropolitano di Napoli e al Comune di Marigliano con il Partito Democratico.

 Candidato sindaco a Marigliano per le Elezioni Amministrative di Settembre 2020 sostenuto da una coalizione della quale fanno parte Pd, Azzurra Libertà, La Città che vogliamo, Impegno Civico e Città in Movimento. 

1)      Marigliano va al voto in un clima d' incertezza e con un comune commissariato, come pensa di arginare il rischio di infiltrazioni nella macchina comunale?

Il rischio di infiltrazioni si combatte con la trasparenza. La “casa di vetro” non deve essere solo uno slogan, ma dobbiamo rendere la Pubblica Amministrazione davvero trasparente anche con le tecnologie digitali che oggi sono a disposizione. È un bene che oggi al Comune di Marigliano ci siano anche delle nuove risorse provenienti dal concorsone indetto dalla Regione Campania del Presidente De Luca, grazie al loro entusiasmo e alla loro freschezza possiamo far diventare la macchina amministrativa accessibile e vicina al cittadino. Solo così si possono allontanare i sotterfugi, le dinamiche poco chiare, il rischio di illeciti.

2)       Cosa farà per impedire il consumo di suolo che sta devastando il paesaggio e distruggendo la memoria storica con le demolizioni del Piano Casa?

Le azioni possibili con il “Piano Casa” sono l’esito di alcune politiche portate avanti negli ultimi anni dai Governi Nazionali, che però, coerentemente alle linee guida e di indirizzo espresse dalle politiche europee ed internazionali, stanno affermando con sempre maggior rigore la necessità di incentrare la pianificazione urbanistica e territoriale verso un necessario “consumo di suolo zero”, che sposta quindi l’obiettivo dei piani urbanistici dalla “crescita” alla “rigenerazione del patrimonio esistente”. Ovviamente per fare ciò occorre una leadership forte, espressione di un mandato popolare chiaro e solido, che consenta al Sindaco di costruire una squadra di tecnici e politici che sia espressione delle migliori energie e competenze presenti sul territorio, con l’obiettivo prioritario di lavorare per il bene comune e nell’interesse dei cittadini, andando oltre i personalismi e gli interessi di pochi.  

Anche e soprattutto per questo l’adozione del Piano Urbanistico è una priorità assoluta. Occorre infatti individuare poche ma chiare regole certe che consentano una gestione efficiente del governo del territorio, unitamente alle linee e ai progetti prioritari per uno sviluppo sostenibile ecologicamente orientato per la città, che metta al centro non solo la qualificazione degli spazi urbani e del patrimonio costruito, ma anche la cura ed il presidio del territorio agricolo e delle componenti naturali ad alto valore paesaggistico ed ambientale.

3)      La corruzione è una nemica della Repubblica e del bene comune come vi porrete nei confronti di questo concetto?

La corruzione è il male assoluto di questa società, non solo della politica. Esistono diversi strumenti per arginarla e combatterla a cominciare dalla massima attenzione che l’amministrazione porrà in essere: dal piano triennale per la trasparenza e la corruzione che è un obbligo amministrativo, alla costituzione di un assessorato specifico in grado di monitorare atti e comportamenti inappuntabili e liberi da qualsiasi ambiguità. Tra gli obiettivi della mia amministrazione ci sarà un’attenta valutazione del lavoro svolto dalle figure apicali e dagli uffici, alfine di evitare qualsiasi sospetto su possibili parentele o forme inopportune di contiguità tra il pubblico ed il privato.

 

4)       L' ambiente è la spina nel fianco di questo territorio tristemente noto con due appellativi " Triangolo della morte e Terra dei Fuochi ". Cosa prevede il vostro programma?

Mi sono battuto in Città Metropolitana con tutto me stesso affinché durante la chiusura straordinaria del termovalorizzatore di Acerra non fossero stoccati altri rifiuti sul nostro territorio. Voglio proprio ripartire da qui, dalla filiera istituzionale: la questione ambientale si risolve solo se siamo in grado di usare bene i fondi che vengono dal Governo centrale, dalla Regione e dalla Città Metropolitana. Noi vogliamo inserirci come interlocutore credibile e riuscire ad attivare linee di finanziamento per bonificare i nostri territori. Alle bonifiche tradizionalmente intese, da attivare di concerto e con le supervisioni degli Enti preposti, che necessitano di tempi lunghi e differenziati in relazione alle differenti problematiche e tipologie di inquinanti, vanno però affiancate, e questo è un punto di innovazione coerente con le buone pratiche espresse dalle più contemporanee e virtuose esperienze nazionali ed internazionali, da un programma più ampio di rigenerazione e riuso del territorio basato anche sull’utilizzo di nature based solutions per la depurazione di acque e suoli, unitamente ad una scansione incrementale delle azioni di bonifica associata ad usi temporanei e compatibili dei luoghi da bonificare. Molte esperienze innovative in questo campo, ci dimostrano infatti che si può articolare un programma di usi compatibili che permette una riappropriazione progressiva dei luoghi da bonificare, in tutta sicurezza, mitigando così l’impossibilità di utilizzare tali luoghi per decenni. A tali azioni nei luoghi a maggiore criticità, non si potrà prescindere, in tutte le azioni politiche ed amministrative da mettere in campo, da una attenta misura della loro sostenibilità sociale ed ambientale. Penso che in una città in cui la qualità dell’aria resta ancora una criticità, bisogna introdurre l'obbligatorietà della Certificazione Energetica e promuovere nuove forme di mobilità per ridurre l’inquinamento da traffico veicolare. Da qui possiamo iniziare a immaginare un meccanismo di sponsorizzazione di aree verdi sulla base dei molti esempi di successo che in altre zone d’Italia hanno conseguito queste iniziative. Bisogna inoltre investire per tutelare e valorizzare gli elementi paesaggistici di pregio e favorire il recupero e il riuso delle strutture esistenti con una progettazione sostenibile dal punto di vista sia ambientale sia economico.

 

5)      Alle prime piogge il centro storico rischia di allagarsi, quali interventi prevedete?

Il fenomeno degli allagamenti in ambito urbano è spesso ricondotto esclusivamente all’inefficienza della rete fognaria. Su questo aspetto la precedente amministrazione ha già avviato dei lavori che necessitano una prosecuzione e un ampliamento, non solo nel centro antico e nelle frazioni, ma anche nelle aree urbane periferiche. A queste operazioni di manutenzione urbana, va però affiancato un ragionamento più ampio di ripensamento del “ciclo delle acque” capace non solo di mitigare gli effetti derivanti da eventi piovosi importanti e improvvisi, ma anche e soprattutto di favorire il riciclo e la buona gestione della risorsa acqua. Alcune azioni possibili, anche utilizzando nature based solutions non solo site specific ma anche low cost, possono infatti essere attuate come implementare le superfici permeabili al fine di aumentare le superfici di assorbimento delle acque piovane, anche attraverso l’introduzione di rain garden, sia negli spazi urbani e/o lungo la riconfigurazione delle sezioni stradali, implementare le dotazioni vegetali per rallentare la velocità di deflusso delle acque oltre a contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e all’abbattimento dell’isola di calore migliorando il microclima urbano; riconfigurare gli spazi aperti urbani intervenendo lievemente sulle pendenze delle superfici calpestabili in moda da canalizzare il deflusso delle acque in eccesso verso aree di raccolta delle acque. Queste azioni, velocemente esemplificate, unitamente a tante altre, in molti casi possono essere affrontate in tempi brevi e certi, in altri casi sono necessari tempi più lunghi e programmi di intervento più ampi, ma l’idea che si vuole trasmettere è che ciascuno di questi interventi costituiscano il tassello di una visione di città più ampia, ecologicamente orientata, che metta al centro la sicurezza e la vivibilità della spazio urbano e della sua comunità.

 

6)       Veniano alla sicurezza e alla legalità, come vi muoverete?

 

Sicurezza e legalità sono giustamente collegate ma aggiungerei anche un altro elemento imprescindibile: la cultura. Investire sulla cultura della legalità e della sicurezza coinvolgendo le associazioni e le scuole del territorio è fondamentale se si vuole costruire una comunità sicura e più forte. Inoltre, bisogna avere un filo diretto di interlocuzione con le istituzioni di livello superiore come la Prefettura e chiedere maggiore presidio del nostro territorio.

 

7)       In questa città mancano le strutture, le poche presenti sono fatiscenti, la viabilità è al collasso, molti spazi pubblici e beni comuni sono nel degrado, da dove partirete?

Il quadro tratteggiato non è lontano dalla realtà per questo bisognerà impegnarsi prima di tutto nell’approvazione di un piano urbanistico per la città. Non voglio fare promesse elettorali, ma c’è bisogno di ripartire dalle strutture che già ci sono, come la villa, il palazzetto, sia in centro che in periferia, traguardando una visione di città che metta al centro la rigenerazione del patrimonio esistente, sia in termini di messa in sicurezza rispetto a rischi multipli, che di efficientamento energetico e di valorizzazione. Tutto ciò però va inquadrato in una cornice più ampia, di sviluppo sostenibile e miglioramento della qualità e vivibilità dello spazio urbano, che necessariamente deve trovare ospitalità nel nuovo PUC e attuazione attraverso le possibilità offerte dagli strumenti urbanistici anche attraverso la costruzione di progetti strategici e masterplan capaci di intercettare i finanziamenti della prossima programmazione europea. A tal proposito, alcune questioni centrali, e ad indubbia valenza strategica, dovranno interessare:

·         La rivitalizzazione del Centro Storico, luogo fondativo ed identitario della città, che necessita di un programma diffuso di riuso delle sue strutture e dei suoi spazi attraverso l’articolazione di un mix funzionale in grado di garantire l’attrattività e la vitalità nei differenti momenti della giornata e della settimana, rifuggendo proposte incentrate esclusivamente sul tempo libero serale o dell’albergo diffuso, e che sappiano invece costruire nuovi ed innovativi scenari di studio (co-studying) e di lavoro (co-working), in grado di innescare nuove economie e nuove forme di socialità;

 

·         La riqualificazione del sistema degli spazi aperti urbani (La Piazza Municipio e la Piazza Roma, la Villa Comunale, ecc.), anche attraverso l’introduzione di aree pedonali in differenti fasce orarie o settimanali, e la loro implementazione attraverso il progetto di un grande parco comunale dotato non solo di nuove aree verdi nelle quali sia favorita anche la sosta di specie animali, fornendo aree di rifugio o di nidificazione, ma anche di attrezzature per lo sport all’aria aperta, di box  e servizi per gli animali da compagnia, nonché di un nuovo sistema di arredo urbano e di aree per la sosta anche e soprattutto attraverso l’utilizzo di materiali e tecniche di impianto che favoriscano la successiva manutenzione a basso costo;

 

·         La manutenzione e la razionalizzazione della rete della viabilità che è oggi caratterizzata da un profondo degrado del manto stradale, dei marciapiedi e dei guard rail nelle aree periferiche, e che indica anche una grave condizione di insicurezza. Marigliano più che di nuove strade, ha bisogno di una massiccia e diffusa opera di manutenzione dell’esistente a cui però va affiancata una implementazione dei percorsi pedonali e ciclabili, che permettano una maggiore e quanto più sicura fruizione del territorio.

 

8)      Cosa si farà per riqualificare e restituire alla fruibilità gli spazi inagibili e abbandonati?

Il tema riguarda soprattutto il decoro e la manutenzione ordinaria e straordinaria della città. In ogni caso, sugli spazi recuperabili perché inagibili o abbandonati vorremmo coinvolgere i cittadini mariglianesi. Ciò può essere possibile, ed anche per questo possiamo guardare ad una molteplicità di buone pratiche di successo in altre realtà, anche attraverso:  l’attivazione di meccanismi di capacitazione sociale ed imprenditoriale delle comunità locali con particolare attenzione alle fasce giovanili, anche sviluppando nuove reti e nuove filiere produttive finalizzate alla produzione, valorizzazione ed incentivazione delle eccellenze locali; lo sviluppare di una rete incrementale di attori imprenditoriali e sociali - improntata ad una dimensione collaborativa e cooperativa anche nei rapporti con le istituzioni - capace di rafforzare le necessarie sinergie aziendali e culturali per qualificare le produzioni, per il rafforzamento dell’identità locale, l’attrattività del paesaggio, la cura ed il presidio dei contesti, soprattutto periferici.  Pensiamo dunque che la sinergia tra comunità, attori attivi a tutti i livelli sul territorio e Amministrazione Comunale sia necessaria in termini di collaborazione e attivazione dei processi, ma anche di verifica e valutazione delle azioni dall’Amministrazione debbano essere monitorate attivando un Forum permanente in cui i cittadini si sentano coinvolti nelle scelte pubbliche che riguardano la città, il territorio, l’ambiente, il lavoro, i servizi, ed attraverso cui possano indirizzare le loro istanze.

 

9)      Quali criteri saranno adottati in caso di vittoria per la formazione della squadra assessoriale?

La squadra degli Assessori la sceglie il Sindaco. Io sono il garante della coalizione, avrò un mandato elettorale dai cittadini e, anche tra di loro, sceglierò le migliori energie per la città di Marigliano. Per me, e per i cittadini, contano i risultati che porteremo.

10)   Perché i cittadini dovrebbero preferirla rispetto ai suoi avversari...faccia un appello al voto?

La nostra è una comunità unita e composta da persone perbene che ha affrontato con coraggio e dignità sia i mesi più duri del lockdown che le vicende che hanno interessato l’amministrazione cittadina. Da rappresentante delle istituzioni, sono stato capogruppo del Partito Democratico in Città Metropolitana, e da amante del mio paese ho voluto mettermi a disposizione per avviare un nuovo percorso, scrivere insieme ai mariglianesi una nuova storia. Una storia che non vuole cancellare il passato, ho profonda stima e sintonia umana e personale con Antonio Carpino, ma invece che consegnare alla città una campagna elettorale fatta di strumentalizzazioni politiche e rancori personali, abbiamo preferito parlare di futuro e di sviluppo senza rispondere a provocazioni e polemiche. Questo significa essere vicini ad Antonio e la sua famiglia sul piano personale, su quello politico io rappresento il Partito Democratico e devo garantire un progetto e un futuro alla nostra comunità. Con questo spirito di servizio mi candido a rappresentare il nostro territorio, la stella polare che ci guiderà sarà una e una soltanto, la città viene prima di tutto. 

 

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