Marigliano, Popolari: la riqualificazione dei centri storici

Redazione

Popolari a sostegno di Vincenzo Esposito Sindaco. --- VIDEO ---

MARIGLIANO - I centri storici sono “quelle strutture insediative urbane che costituiscono unità culturale o la parte originaria e autentica di insediamenti, e testimoniano i caratteri di una viva cultura urbana…” (definizione Commissione Franceschini, 1964).

I nuclei storici di Marigliano, Lausdomini, Faibano, Casaferro e Miuli non si presentano però come quelli più rinomati e caratteristici di alcuni paesi. 

I nostri centri storici purtroppo sono caratterizzati da un tessuto edilizio variegato, nel quale alcuni elementi di particolare pregio storico architettonico coesistono con fabbricati post-bellici, ancorché ristrutturati, che hanno fatto perdere il valore storico dei luoghi. 

Nel boom economico del dopo guerra, molte costruzioni furono realizzate senza tenere in considerazione il pregio dei luoghi e le caratteristiche architettoniche dei fabbricati circostanti. Fu molto trascurato il dettato della legge 1089/39 sulla tutela dei beni storici e artistici e ancor meno della legge urbanistica 1150/42. L’esigenza di avere al più presto un’abitazione portò a realizzare edifici economici, di limitata qualità strutturale ed architettonica.

Allora perché la riqualificazione dei centri storici di Marigliano sarà uno dei punti chiave della nostra amministrazione?

Perché i centri storici non sono da noi considerati solo patrimonio edilizio esistente, ma rappresentano anche il nostro tessuto sociale ed economico, rappresentano un’identità che costituisce il commercio al dettaglio, fatto di botteghe artigianali e negozi di prossimità, che mettono in relazione diretta il cliente ed il commerciante, realtà che riescono ancora a tenere testa al modello “Centro Commerciale”.

Per una comunità che vuole ricostruire il proprio tessuto sociale ed economico, è utile che i centri storici siano valorizzati e promossi, implementandone le positività e preservando la peculiarità delle sue tipicità. 

Le azioni già intraprese dalla passata amministrazione, in termini di defiscalizzazione, da sole non bastano. Bisogna intervenire sulla riqualificazione della pavimentazione e dei sottoservizi stradali esistenti, facilitare la pedonalità, la fruibilità e aumentare la sicurezza delle zone dello shopping.

A queste azioni noi Popolari, già nella passata amministrazione, abbiamo proposto la riqualificazione dei centri storici attraverso la delocalizzazione delle volumetrie degli edifici privi di interesse storico.

La delocalizzazione consiste nel trasferire altrove i volumi dei fabbricati esistenti, recuperando così aree libere da destinare alla integrazione degli standard urbanistici, quali luoghi di aggregazione, spazi di sosta, aree a verde pubblico, in modo da consentire il rilancio sociale ed abitativo dei centri storici e delle aree degradate e la rivitalizzazione delle attività commerciali. 

Avere aree libere nel cuore dei centri storici è di vitale importanza per la sicurezza dei cittadini, in quanto costituiranno anche luoghi sicuri all’aperto, indispensabili in caso di eventi sismici. 

Al territorio del Comune di Marigliano mancano molte aree per gli standard urbanistici.  Quelle disponibili attualmente sono 264.000 mq, mentre la norma ne prevede 540.000 mq.  Una quota aggiuntiva di queste aree potrà quindi essere realizzata proprio nei luoghi dove c’è maggiore carenza, ottenute previo la delocalizzazione.

Nel Piano Urbanistico Comunale di Marigliano (PUC), potranno essere inserite norme chiare per consentire la delocalizzazione di fabbricati vecchi e privi di elementi storici architettonici, allo scopo di reperire aree da destinare agli standard urbanistici, in linea con la redigente legge urbanistica regionale. 

Allo scopo, in linea con il programma redatto con il candidato Sindaco Vincenzo Esposito, da subito, saranno attivate tutte le risorse disponibili, iniziando dal completamento di tutto quanto fatto con l’amministrazione uscente, con l’impegno di restituire un volto nuovo alla nostra Marigliano.
Comunicato

 

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