Marigliano, Rifondazione Comunista sostiene la lotta degli operai del territorio contro il contagio dei padroni e del coronavirus

Redazione

MARIGLIANO - "L’iniziativa politica organizzata il 15 febbraio presso l’ex chalet a Marigliano con la proiezione del film “Dell’arte della guerra” è il segnale che sul territorio sono presenti gruppi di operai che si mobilitano autonomamente dai padroni per costruire forme di lotta in sostegno dei lavoratori.

Il film ha raccontato la vicenda della fabbrica metalmeccanica INNSE di Milano vedendo tra il pubblico la partecipazione di quegli stessi operai che nel 2009 sono saliti sul ponte di una gru, restandovi per 9 giorni, al fine di difendere il posto di lavoro e impedire la chiusura dello stabilimento: la lotta fu vittoriosa, le maestranze non persero il posto, l’azienda non chiuse e l’eroico gesto concesse la gloria a quella coraggiosa guerra operaia. Oltre agli operai milanesi tra il pubblico c’erano quelli della FCA-ex Fiat di Pomigliano, in prima linea Mimmo Mignano, che negli ultimi anni hanno denunciato i suicidi dei lavoratori in cassa integrazione, combattuto contro la demolizione dei loro diritti e i licenziamenti. Presenti anche gli operai della vertenza Hitachi di Napoli e gli operai mariglianesi licenziati dalla ditta Bruscino Ambiente Spa di San Vitaliano. Durante il dibattito, l’intervento del segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Marigliano, Paolo Esposito Mocerino, ha espresso sostegno nei confronti delle mobilitazioni locali dei lavoratori nell’auspicio della creazione di un partito operaio in grado di condurre le lotte e di porre in essere un appoggio reciproco tra le diverse maestranze in agitazione, che coinvolga pure le centinaia di lavoratori della Whirlpool di Napoli, i quali rischiano di perdere il posto perché l’azienda vuole produrre le lavatrici in Polonia, così da aumentare i profitti e licenziare più di quattrocento lavoratori italiani.

Si tratta dunque di porre l’obiettivo di trovare l’antidoto al virus del profitto a tutti i costi, il virus del capitalismo, che i padroni cercano di diffondere contagiando gli stessi operai che non sempre hanno il coraggio e la volontà di ribellarsi poiché la propaganda del Capitale è talmente opprimente da renderli privi di difese immunitarie contro lo sfruttamento. Invece, proprio in tempi di corona virus, è necessario rilanciare la solidarietà tra i lavoratori e, non solo rivendicare il diritto al lavoro, ma anche il diritto a poter restare a casa per evitare di essere colpiti dalla recente e sciagurata epidemia da corona virus. Come mai dopo la chiusura delle scuole e delle attività commerciali non si è provveduto a fermare o limitare la produzione delle fabbriche? Gli operai sono obbligati a lavorare a stretto contatto e quindi rischiano, allo stesso modo di tutte le altre persone, di ammalarsi. Forse la vita degli operai vale meno di quella del resto della popolazione? A riguardo sono state impressionanti le parole di ieri del presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti (naturalmente il portavoce dei padroni) il quale ha detto che gli scioperi di questi giorni sono stati «irresponsabili». Noi comunisti al contrario sosteniamo gli scioperi per richiedere giustamente la sospensione delle attività di fabbriche e uffici garantendo comunque a tutti lo stipendio. Coloro che scioperano a causa del corona virus difendono l’interesse generale del paese e un diritto sancito dalla Costituzione. Secondo noi viene prima la salute e poi i profitti dei padroni. Il corona virus, al di là della psicosi di massa alimentata dai media, non fa altro che rendere manifesto il collasso della sanità pubblica: servono più infermieri, più medici e più strutture pubbliche; il corona virus si sconfigge con più sanità pubblica e meno sanità privata.

Ritornando poi alla malattia del capitalismo, vale a dire il virus dei padroni che in Italia sta facendo strage dei diritti dei lavoratori da molti più anni del corona virus (crediamo almeno dagli anni ’80), l’unico modo per contrastarlo è promuovere l’idea di una nuova umanità liberata dallo sfruttamento e che miri al bene comune. A tale proposito siamo impegnati sia nelle lotte sociali territoriali che nelle battaglie elettorali che ci vedranno coinvolti, in occasione delle future elezioni regionali in Campania e comunali a Marigliano, allo scopo di realizzare una lista operaia che dia voce prima di tutto ai lavoratori e a tutte le classi subalterne da troppo tempo lasciate senza una reale rappresentanza capace di tutelare la propria dignità di classe e garantire i servizi pubblici per tutti".

Comunicato Circolo “Che Guevara” Prc Marigliano

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