Brusciano, opposizione abbandona l'aula

Anita Capasso

BRUSCIANO - Braccio di ferro tra l' opposizione e la maggioranza. La minoranza, capeggiata dal giudice  Carminantonio Esposito , in polemica con l'esecutivo,  abbandona l'aula.

Il j'accuse: violate le regole della democrazia.  Dieci sono stati i punti messi all'ordine del giorno, ma stando alla denuncia non è stata convocata la conferenza dei capigruppo.

Carminantonio Esposito del gruppo di minoranza " Rinascimento bruscianese" all'inizio dei lavori ha messo in evidenza l' omissione, precisando che il rispetto delle regole che disciplinano l'attività degli organi elettivi costituisce punto fondamentale ed indefettibile di ogni democrazia. Ci va giù duro il leader Esposito: "Tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza hanno il dovere di offrire il proprio contributo su tutti i temi che vengono portati all'esame dal Consiglio.

La mancata preventiva convocazione della conferenza dei capi-gruppo offende la dignità politica di tutta l'assemblea consiliare ( e quindi dell'intera cittadinanza rappresentata) in quanto limata e restringe l'operatività del diritto all'informazione effettiva, spettante ad ogni consigliere, che è strumentale, per l'adempimento del mandato elettorale, a ciascuno di essi conferito dagli elettori"  .  E continua:

"Sull'osservanza delle regole non possono e non devono delinearsi divisioni tra maggioranza e minoranza" .  Secondo il Capo-gruppo Esposito, la omessa convocazione della conferenza dei Capi-gruppo assume i connotati di una gravità anche sostanziale. All' ordine del giorno i tributi locali e l'equilibrio di bilancio  .Una tempestiva convocazione della conferenza dei capi-gruppo avrebbe consentito un completo esame dell'intera vicenda ed una ragionevole composizione dei molteplici interessi entro l'insuperabile principio di uguaglianza.

Stando a quanto denunciato " la mancata convocazione della conferenza dei capi-gruppo ha mortificato la democrazia sostanziale. La minoranza consiliare non può né deve limitarsi a recepire o a respingere le decisioni della maggioranza, ma ha il dovere di contribuire alla formazione, alla elaborazione delle decisioni, che non sono monopolio esclusivo della maggioranza". 

Sono queste le  motivazioni  che hanno spinto il giudice  Esposito e il suo gruppo ad abbandonare l'aula

 

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