Mariglianella, dopo la carriola ecco la tinozza del ministro Di Maio.

Anita Capasso

Ancora abusi a casa Di Maio. Dopo la carriola spunta la tinozza in pvc made in china. Ma è sempre fuffa.

MARIGLIANELLA -Una piscina in pvc, una carriola, un casale diroccato e quattro lamiere con vista sulla speculazione edilizia, realizzata sulle ceneri del palazzo baronale: benvenuti nella villa hollywoodiana del ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Intorno la villettopoli e l’ingordigia dei palazzinari, che hanno distrutto la storia, di cui nessuno ne parla. Che ci fanno i rifiuti nella sua villa ministro ?  4 mattoni l’uno su l’altro in attesa di diventare un quantitativo sufficiente da smaltire in discarica.

 

A pensarci bene con l’immaginazione arriviamo alla casa con vista sul mare. Luigi Di Maio teneva nella costa Smeralda di Mariglianella le sue feste e festine che si concludevano con il bagno in piscina. Caspita sono di Mariglianella e mi ricordo di questo posto come un luogo che metteva spavento per lo spirito del “munaciello che vagava e per quella storia del maschicidio degli anni sessanta.

Le immagini del gossip che ci avevano abituati a ben altri possedimenti ci rimbalzano agli occhi e disorientano. Ma come eravamo abituati a politici su sontuosi yacht innaffiati di champagne. Cos’ è questa testa del ministro spuntare da una piscina in pvc all’interno di un terreno circondato da erba incolta e lamiere? Il contesto è degradante … lede l'immagine...ma si sa che Luigi Di Maio è un uomo modesto e che elevare a villa le sue umili ricchezze non può che renderlo felice.

 Ministro non se la prenda: ma io non ho peli sulla lingua e non si offenda…la mia impressione è che lei sia ad una scampagnata fra amici, tra ruderi diroccati in quel di Mariglianella. Dai che emozione: abbiamo scoperto che la nostra piscina in pvc che tanto ci fa dannare e faticare per smontarla e montarla d’estate è roba da vip. Dunque dobbiamo esserne orgogliosi? Macché: trattasi di opera abusiva. Qualcosa non torna.

 I Di Maio hanno infranto la legge. Francamente eravamo abituati a politici che andavano a cena con camorristi, a campagne elettorali sostenute dalla malavita, a mazzette, a ville spettacolari immerse in oasi naturalistiche, a mega speculazioni, lottizzazioni truffaldine e a corruzione a vario titolo. Ministro ma come niente di tutto questo? Solo una carriola piena di calcinacci, corde, mattoni in tufo, laterizi e cianfrusaglie di cantiere sotto una lamiera fatti orgogliosamente sequestrare.

 Il gossip però continua e i Di Maio fanno ancora parlare di sé. Appena ho letto i titoloni anche io ho pensato: “Ecco quei mostri dei Di Maio sono stati beccati. Hanno la villa con piscina abusiva”. Mi ero figurata una piscina mozzafiato come quella tunisina di Craxi. Una di quelle faraoniche che eruttano lava nella berlusconiana villa Certosa a Porto Rotondo. Una di design progettata da architetti di grido per le ville dei politici dell’Udc e Fi a Gallipoli o di quelle dei compagni di sinistra a Capalbio o sull’Argentario.

 Invece una tristissima vaschetta da giardino fuori terra componibile per bambini. Una piscina made in China che d’estate si monta nei cortili.

 La villettopoli dei palazzinari sorta tutta intorno alla sua vaschetta non fa notizia: sono passati troppi anni e la memoria vuole dimenticare. Migliaia di metri cubi di cemento sorti dalla sera al mattino alla fine degli anni ’80. Nessun rispetto per l’ambiente rurale, nessun rispetto per la storia.

Il palazzo dei Baroni Avallone, simbolo antico del Medioevo feudale della cittadina fu impietosamente raso al suolo dagli speculatori con la benedizione dei soliti politici. Inchieste, indagini, ispezioni? Macché, ordinaria amministrazione. Si continua a costruire e i possedimenti dei Di Maio continuano a fare fuffa.

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