Draghi cauto sulla abolizione del coprifuoco anticipato.

Paolo Isa

Si è tenuto a Palazzo Chigi un vertice di Governo sul Dl Sostegni bis. All'incontro, con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, hanno partecipato il ministro dell'Economia, Daniele Franco, e i capidelegazione di maggioranza all'interno dell'Esecutivo. Il decreto è atteso in Consiglio dei ministri in settimana, tra giovedì e venerdì. C'è intesa di massima, secondo quanto si apprende, sui nuovi contributi a fondo perduto da inserire nel decreto. La Lega insisteva per cambiare il meccanismo dei ristori e, in particolare, il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, aveva proposto di introdurre, accanto a quelli vigenti, ulteriori criteri di determinazione degli indennizzi prevedendo, in via alternativa o complementare all'attuale sistema, un meccanismo che tenga conto della componente dei costi (fissi e variabili) sostenuti dall'operatore economico, con un'attenzione al dato del margine operativo lordo, che sintetizza il rapporto tra ricavi e costi, e, ove più opportuno, a quello del risultato di esercizio dell'impresa. L'intesa raggiunta prevede quindi uno schema in due tempi in cui, nella prima fase, si conferma il vecchio meccanismo basato sulla perdita di fatturato nell'intero 2020 rispetto al 2019, con la novità della possibile integrazione dell'aiuto con la somma che risulta dal confronto tra i ricavi del periodo 1 aprile 2020 - 31 marzo 2021 e tra 1 aprile 2019 e 31 marzo 2020. E, in una seconda fase, a fine anno, si procederà invece, su richiesta delle aziende, al ricalcolo sulla base dei risultati di esercizio e, quindi, delle perdite effettive registrate garantendo una sorta di perequazione. Il decreto dovrebbe contenere anche una norma contabile in favore dei comuni in difficoltà finanziaria che, dopo l'ultima sentenza della Corte Costituzionale, rischiano il default. La Corte, infatti, aveva bocciato la misura che consentiva di ripianare il deficit in 30 anni.  

 

Nessuna abolizione del coprifuoco anticipata: la linea di Mario Draghi, al momento, resta quella di riaprire solo se i dati lo consentono e mantenendo la massima prudenza. A Palazzo Chigi si guarda con attenzione al possibile effetto che potrebbe scatenare un ulteriore allentamento delle misure anti-contagio, che il premier vuole assolutamente evitare visto che la luce in fondo al tunnel si vede ma nulla può essere dato ancora per scontato.  Matteo Salvini punta a un corposo allentamento del coprifuoco e su ulteriori deroghe pro-aperture già questa settimana. Tra giovedì e venerdì il Consiglio dei ministri sarà chiamato ad approvare il decreto sostegni bis e alla riunione è previsto che segua una conferenza stampa dello stesso Premier Draghi, ma il sì della Lega, senza garanzie sulle riaperture, appare tutt’altro che scontato.  

Tanto che, in maggioranza, c’è chi sembra orientato per un cronoprogramma meno ottimista mettendo in conto lo slittamento dell’ok al decreto alla prossima settimana. Il problema, per chi come Draghi non ha affatto abbandonato la linea della prudenza, è che la voglia di riaperture sembra “contagiare” anche altri partiti al governo: non c’è solo Italia Viva, ma da qualche giorno anche nel M5S e nel Pd la linea del rigore perde seguaci.  Ieri pomeriggio Salvini è tornato a vedere i Ministri e sottosegretari della Lega e, al termine della riunione, sottolinea che tutti, nel suo partito, remano nella stessa direzione: “Aperture, aperture, aperture. Questa è la priorità”, spiega. L’ex ministro, continua a essere tallonato da Fratelli d’Italia: giovedì, al Senato, è previsto che l’Aula si esprima su una mozione presentata dal capogruppo Luca Ciriani sulla rimozione del coprifuoco delle 22.00.  

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