Brusciano, Vincenza uccisa dal fratello Sebastiano

Anita Capasso

BRUSCIANO - “Vincenza e Sebastiano Cimitile, un fratello e una sorella, vittime di emarginazione e di isolamento. La tragedia si poteva evitare”.  Dicono questo  i vicini, scossi dall’efferato fratricidio che si è consumato in uno degli isolati della 167 di via Rossellini. 

Erano all’incirca le 10 quando la testa di Sebastiano è andata in escandescenza per l’ennesima volta. In un'altra occasione aveva aperto il gas e per poco non aveva fatto saltare in aria tutta la palazzina.  Ieri mattina l’ennesima crisi. Questa volta più forte del solito.  Chissà cosa gli è passato per il cervello  in quel momento. Ha preso il coltello da cucina ed ha incominciato a colpire la sorella che era appena arrivata.

 Vincenza aveva dormito a casa del compagno dove restava spesso per sfuggire alle violente crisi di nervi del fratello che lottava da tempo con problemi psichiatrici. Diversi erano stati i trattamenti sanitari obbligatori a cui era stato sottoposto e neanche a farlo apposta proprio il giorno seguente doveva essere di nuovo ricoverato. La povera donna aveva chiesto aiuto proprio perché si era resa conto che la salute mentale del proprio congiunto era degenerata Ma il diavolo ci ha messo lo zampino.

Non appena Sebastiano  l' ha avuta  a tiro  l’ha colpita con diversi fendenti trasformando la casa al quinto piano in un luogo dell’ orrore. Lei ha cercato di sottrarsi alla furia omicida , attraverso la rampa di scale ma il fratello l’ha raggiunta  sul ballatoio sferrandole il colpo mortale. Enza è caduta esamine davanti alla porta di un appartamento al quarto piano. E’ stata proprio la signora che lo occupa  a trovarsi di fronte alla terribile scena.

 Vincenza era in una pozza di sangue oramai morta.  Immediato è scattato l’allarme. Sul posto è giunta la Polizia di Stato di Acerra e la Polizia Scientifica che ha effettuato tutti i rilievi del caso. Sono rimasti diverse ore nello stabile con il corpo della donna  a terra. Nel frattempo Sebastiano si era barricato in casa. La polizia ha dovuto forzare la porta per portarlo via.  Intanto fuori si sentivano le urla strazianti della sorella. La tragedia si poteva evitare. Poco distante c’era un uomo distrutto dal dispiacere: il compagno di Enza che ha lasciato il piazzale, facendosi il segno della croce, solo  quando la bara di Enza è stata caricata sul camioncino.

Una donna invece rivolta alla vigilessa ha detto: “Chi toglierà quel sangue da terra…è davanti alla mia porta. Sono le 14 e io sono giù dalle 10”.  La vigilessa l'ha rassicurata che stava arrivando una ditta di pulizie.  C’è sgomento a Brusciano. Fino ad una decina di anni fa, Sebastiano, ora 54enne, era un ragazzo solare, era un cullatore  del Giglio della Gioventù, forte e muscoloso. Poi aveva iniziato a bere e da lì non si è capito più niente. E’ caduto nel baratro della depressione più nera. “ Cenzina”, come era chiamata dalle persone care,  invece era divorziata da anni e aveva un figlio. Era  lei che cercava in qualche modo di aiutare il fratello. Il suo profondo bene per lui le è stato fatale.

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