Brusciano, chiusa per i casi di Covid-19 la scuola elementare di via Quattromani.

Anita Capasso

BRUSCIANO - Il commissario prefettizio, Roberto Esposito, per evitare il propagarsi dei contagi e il diffondersi di eventuali focolai ha disposto la chiusura dell’intero plesso dal 14 al 22 aprile. Si tratta di una misura di sicurezza adottata dal Commissario, che in quanto responsabile della salute pubblica ha ritenuto opportuno di tutelare l’intera platea scolastica.  Sottovalutare l’emergenza sanitaria nei contesti comunitari può costare davvero caro con conseguenze anche da un punto di vista penale.  Il Governo ha aperto facendo lo scaricabarile. 

 

Non è possibile creare situazioni di promiscuità mettendo insieme soggetti positivi con non positivi. E’ proprio questo ciò che è avvenuto dopo le vacanze pasquali. Hanno varcato la soglia scolastica bambini positivi che hanno avuto contatti con i propri coetanei.  Risultato: classi in quarantena e danni psicologici.  Sia ben chiaro che  tutti vogliamo le scuole aperte, ma non a costo di rimetterci la vita. Le scuole  devono riaprire quando l’ utenza sarà controllata.

 Sapete che significa andare in quarantena a tre giorni della riapertura? Significa angoscia, paura, tamponi ai bambini che hanno anche un setto nasale più fragile.  Significa restare chiusi in una stanzetta soli e con la mascherina. E non solo.   Significa solitudine e privarsi persino del rapporto con i propri familiari. Significa per un bambino temere di risultare positivo da un momento all’altro e di trasmettere il virus ad un proprio congiunto: genitori, fratello, sorella, nonni, soggetti fragili conviventi.  E’ uno  shock che li segnera’ per tutta la vita.  E chi se ne frega? Questa psicologia e pedagogia è  roba per falliti. Devono andare a scuola in presenza, alla faccia del virus. 

 Anzi, vanno in estemporanea in dad perché tanto nessuno si preoccupa di mente e cuore. Già mente e cuore...quella che per i tanti non conta.    Nel frattempo il commissario prefettizio di Brusciano, Roberto Esposito, si è avvalso dell’emergenza di Sanità Pubblica, tutelando i discenti ed evitando altri isolamenti fiduciari a casa. La parola quarantena è già brutta di per sé, figuriamoci per i bambini che la vivono sulla propria pelle.

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