Archeoclub in campo per i restauri.

Anita Capasso

Archeoclub in campo per le tele  danneggiate dal sisma. Si parte da Castelsantangelo sul Nera. Ne parliamo con i presidenti.  

 Budassi (Pres. Archeoclub di Fano) : “Abbiamo restaurato il dipinto “TRE SANTE” , proveniente dalla chiesa di Santo Stefano di Castelsantangelo sul Nera, gravemente danneggiato dal terremoto del 2016.  Un intervento di restauro doveroso perché l’opera, assieme a tante altre, costituisce la memoria, oramai secolare, delle comunità”.

 

Acquaroli Cerone (Pres. Archeoclub di Morrovalle) : “Abbiamo iniziato i lavori di risanamento e restauro conservativo della FONTE DEL COPPO in contrada del Coppo :una delle Fonti più antiche e rappresentative di fatti storici particolarmente significativi per i Morrovallesi ma anche per i cittadini marchigiani”.

 

 Canali (Presidente Archeoclub D’Italia sede Formello):“ Continua a sorprendere il restauro in corso a Formello presso l’antica chiesa medievale”.

 

Santanastasio (Pres. Naz. Archeoclub d’Italia) : “Sosteniamo la candidatura dell’Italia a sede del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua. A breve partiremo con importanti interventi a tutela del patrimonio archeologico sommerso”.  

 

 “Il dipinto “TRE SANTE” (Santa Scolastica, Santa Apollonia e Santa Lucia) di autore ignoto, proveniente dalla chiesa di Santo Stefano di Castelsantangelo sul Nera in provincia di Macerata è stato gravemente danneggiato dal terremoto del 2016. Grazie al finanziamento della Sede di Fano dell’Archeoclub d’Italia, la tela è stata restaurata ad opera delle restauratrici fanesi Andreazzo M. Letizia e Bartoletti Paola. Un intervento di restauro doveroso perché l’opera, assieme a tante altre, costituisce la memoria, oramai secolare, delle comunità; una prova tangibile dell’anima dei luoghi, dove la storia ha lasciato una ricchezza impensabile, che non può essere né dispersa né tantomeno perduta”. Lo ha dichiarato Piergiorgio Budassi, Presidente di Archeoclub d’Italia sede di Fano, nelle Marche. Ma anche questa sede non è nuova ad opere di restauro a testimonianza del grande contributo che Archeoclub d’Italia sta dando alla tutela del Patrimonio Culturale italiano.

 

 “La sede di Fano dell’Archeoclub d’Italia ha promosso e finanziato diversi restauri grazie all’impegno dei Soci e al sostegno di quanti visitano l’area archeologica di S. Agostino, area gestita dalla nostra associazione. Per il biennio 2014/2015 abbiamo deciso di finanziare il restauro di uno dei tanti dipinti che si trovano nei Depositi della Pinacoteca per restituire alla città un’altra delle sue tante ricchezze. La scelta è caduta su un dipinto del XVIII secolo raffigurante S. Antonio da Padova e attribuito a Giuseppe Ceccarini. Questo dipinto infatti - ha proseguito Budassi - si trovava in pessime condizioni e, senza un restauro urgente, rischiava di andare perduto. Inoltre abbiamo scelto di finanziarne il restauro anche perché, nonostante la patina di sporco che lo offuscava, ci sembrava proprio un bel quadro, equilibrato nella struttura compositiva, ricco e vivace dal punto di vista cromatico e, soprattutto, caratterizzato da una vitalità quasi nascosta, suggerita dal gioco degli sguardi dei vari personaggi raffigurati nel dipinto. Infine, altro fattore determinante per questa scelta, il fatto che il dipinto, una volta restaurato, sarebbe stato nuovamente collocato nel suo ambito originario e cioè nella chiesa di S. Maria al Ponte Metauro. Ottenuti i permessi, le operazioni di restauro hanno avuto inizio nel novembre 2014 e, dopo un lungo lavoro, nel giugno 2015 sono terminate e così questo dipinto è tornato a risplendere in tutta la sua bellezza”.

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