Marigliano, posta privata chiude e non versa i soldi dei bollettini.

Anita Capasso

MARIGLIANO -   Che fine hanno fatto i soldi dei versamenti che i cittadini hanno pagato alla filiale cittadina  delle poste private di  “Nuova Posta?  Molti  contribuenti si trovano nella condizione di morosi. I titolari dell' agenzia, che non si sa se fosse accreditata,  sarebbero  spariti insieme ai soldi intascati.

 

 Non c'è più traccia dell'agenzia che aveva sede in corso Umberto I, nei pressi dell’Agip.  Tanti i cittadini che per bypassare le lunghe file andavano a pagare le bollette di varie utenze  attraverso la  posta privata,  tra cui anche quelle della Gori.

Esempio lampante è il caso di un cittadino che nel  dicembre 2016 versò  332 euro per il pagamento della Tari,  presso tale sportello.   Dopo 4 anni, la società  a cui il Comune ha affidato la gestione dei tributi esternalizzando il servizio,   ha effettuato i controlli battendo cassa.  

Di fronte a tale richiesta, che ha indispettito non poco, l’utente in questione, che pensava di avere già estinto il pagamento nel 2016 ,  ha  portato in visione  le ricevute con il  timbro e la data all'ufficio preposto alla riscossione dei tributi. Sembrava tutto regolare. Gli operatori avevano anche detto: "Siete in regola, apriamo la richiesta di annullamento".

Intanto nessun riscontro. A marzo è stato effettuato un sollecito e da qui è stato  appreso dall'ignaro cittadino  che di quei bollettini all’ufficio tributi del  Comune non c’era traccia.  Timbri falsi? Filiale truffaldina?  L' agenzia non avrebbe  effettuato i  versamenti al comune e sarebbe scappata con i soldi? Che fine hanno fatto i soldi dei mariglianesi?   

Intanto al danno la beffa: le tasse vanno pagate di nuovo. In questa situazione ci sono anche altre persone.  Di fronte alle rimostranze gli è stato risposto con un laconico:” Non sono fatti nostri, denunciate” . Chi può seguire i cittadini nella denuncia alla Guardia di Finanza per fare piena luce sulla vicenda?

 Una maxi truffa in tal senso si è verificata già a Palermo dove alcuni uffici privati esercitavano l’ attività di pagamento senza l'autorizzazione della Banca d’Italia. Gli accertamenti si allargarono  alla gestione delle agenzie e nel fascicolo finirono le querele di oltre 1500 persone che lamentavano  di aver versato denaro alle affiliate per il pagamento di bollettini postali e di avere invece ricevuto solleciti dai creditori per mancato pagamento. 

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