Direttivo Il Castello di Cisterna su esternalizzazione dei servizi cimiteriali

Paolo Isa

Castello di Cisterna- Con un atto senza precedenti per la storia di questo paese si è decisi sulla esternalizzazione dei servizi cimiteriali per i prossimi 30 anni. 

Lo comunica in una nota il DirettivoIlCastello di Cisterna. 

“Premesso che il ricorso al Project Financing è una procedura di per sé consentita dalla legge, rimangono però alcuni dubbi e perplessità. 

Dall’analisi della documentazione tecnico-contabile si evince infatti che: 

1) la somma per i lavori di ampliamento è quantificata in circa € 1.700.000; 

2) per le spese tecniche, legali, imprevisti e IVA è stato invece prevista lo stratosferico  importo di oltre € 400.000 

A queste cifre vanno aggiunti gli oneri che rimarranno a carico della Pubblica Amministrazione quantificati in circa 60.000 euro. 

A fronte di tali spese, i ricavi per la ditta ammonteranno ad oltre € 3.500.000 (soldi che saranno a carico dei cittadini, per la concessione dei loculi e cappelle) 

Rimarranno inoltre a carico dei cittadini tutti i costi relativi a lampade votive, tumulazioni, sepolture, e riesumazioni, oltre che gli interventi di manutenzione straordinaria sul cimitero attuale.  

A questo punto ci chiediamo quali sono i reali benefici alla comunità nella scelta di privatizzare i servizi cimiteriali? 

Perché per un Comune di poco meno di 8000 anime per l’ampliamento del cimitero non si è ricorsi all’autofinanziamento come avviene normalmente nella stragrande maggioranza dei comuni limitrofi? 

Non sarebbe stato più economico per l’Ente mettere a gara i lavori di ampliamento, affidando la sola manutenzione della struttura a ditta privata esterna”. 

“A tutte queste perplessità “ prosegue la nota, “si aggiunga inoltre che per redigere il detto progetto si è resa necessaria una variante allo strumento urbanistico in ragione della modifica degli standard urbanistici per le aree parcheggio previste dal DM 1444/68.  

Su questi dubbi, ancora una volta chiediamo all’attuale Amministrazione di rivedere le proprie posizioni e di istituire un tavolo di confronto con associazioni, parti sociali e cittadini, in cui discutere costruttivamente sulle scelte adottate. E’ in gioco il futuro del nostro Paese”. 

 

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