Marigliano: bocciata palma beach

Anita Capasso

MARIGLIANO - Marigliano, issate le palme su Via Isonzo. In città però dilaga la rivolta. Disattese  pure le indicazioni della Soprintendenza.

Venite signore e signori l’oasi di Pontecitra prende forma. La nuova Palm Beach di Marigliano appare come un miraggio nel deserto cittadino, in quel degrado ambientale e urbanistico in cui  hanno  fatto sprofondare il quartiere 219. Le prime venti palme californiane sono state messe a dimora su via Isonzo, infilate una dietro l’altra quasi a ricreare un viale scenografico di Bevery Hills, un waterfront o una promenade di Cannes, Nizza, Tel Aviv, Acapulco.

Svettano i primi venti esemplari ma siamo soltanto all’inizio di una vera e propria invasione di piante aliene. Su tutto il territorio di Marigliano, infatti, dopo le palme californiane arriveranno palme brasiliane, canfore e aceri giapponesi,  mirabolani e ibischi cinesi, albizie persiane, lagerstroemie thailandesi, bambù dell’Himalaya, oltre a un numero impressionante di oleandri e altri arbusti curiosi. No ai nostri pioppi, agli olmi, agli ontani, alle roverelle, ai frassini, ai tigli, agli allori, ai tassi, ai pini, ai gelsi. Si all’esotico. Si al gusto provinciale per le piante rare, di paesi lontani. Il trash che coinvolge anche la forestazione urbana sembra ormai inarrestabile. In città, però, la forestazione tropicale e subtropicale continua a suscitare polemiche  tra i cittadini indignati.

Ironica Annarita Maione: «Facciamo una spiaggia sulla Vasca».  Adirato Alfredo Imperatrice: «Questo è sinonimo di incapacità, di ignoranza e di una classe politica pressapochista». Offesa Luisa Teresa Napolitano: «Assurdo, sciocco e completamente sbagliato!!!».  Polemico anche l’istituzionale Giuseppe Sodano: La flora della macchia mediterranea, la più adatta. Chi hanno consultato prima di fare la commissione, quando? Soldi buttati…».

Precisa e puntuale anche la riflessione di Angelo Armenio: «Abbiamo bisogno di alberi a foglia larga che assorbono tanta co2. Questi parlano di rigenerazione urbana ma non sanno nulla».

Punta l’indice contro la passata amministrazione , rea di aver avallato il progetto, il segretario di Fratelli d’Italia, Pasquale Allocca, capogruppo della lista d’ispirazione forzista “Città in movimento” che sostiene il sindaco del Partito Democratico Giuseppe Jossa: «La piantumazione, se non erro, è stata prevista con delibera di giunta del 12.12.2019 dalla precedente amministrazione per un importo di euro 325.000. Non si poteva intervenire per modificarla o annullarla. Quindi il merito o demerito va riconosciuto a chi ha avuto l'idea».

Lucida l’analisi, invece, di Giulio Monda, una delle figure più autorevoli del Partito Democratico: «Un abuso ecologico frutto di assoluta ignoranza della pianificazione urbana ecosistemica ... una sub cultura della programmazione ispirata dal gusto estetico delle mode del momento senza nessuna conoscenza degli habitat su cui si va ad incidere con interventi che minano il patrimonio della biodiversità dalle fondamenta .... Ma tutto fa propaganda».

Intanto contro la forestazione tropicale e asiatica, al fianco dei cittadini e delle associazioni culturali, si schiera la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Area Metropolitana di Napoli. Sui tavoli di Palazzo Reale, infatti, non è mai arrivata nessuna carta, alcun progetto. Al Comune però sono state inviate decine di note per sollecitare una maggiore attenzione alla forestazione urbana. Più volte, tramite il funzionario architetto Guido Gullo, era stato chiesto anche «di predisporre delle norme per la salvaguardia delle risorse del patrimonio botanico-vegetazionale e del paesaggio agrario di Marigliano».

Hanno fatto sempre orecchie da mercante. Come si giustificheranno adesso? La Soprintendenza qui non riesce a sfondare il muro d' indifferenza. Le orecchie sono sorde al concetto di tutela , salvaguardia e valorizzazione. Cambierà mai qualcosa ?

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