Governo, nessuna Regione in zona rossa: Campania in zona gialla

Paolo Isa

Dall’11 gennaio Lombardia in zona arancione con Veneto, Emilia, Calabria e Sicilia-Campania in zona gialla Nessuna Regione in zona rossa

Si delineano con certezza  le Regioni in diverse zone di appartenenza: Lombardia,Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Sicilia andranno, da lunedì 11 gennaio, in zona arancione.Le altre regioni dovrebbero rimanere in zona gialla.Non ci saranno invece regioni in zona rossa .I dati che emergono dal monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità hanno portato alla decisione del governo, ufficializzata da un’ordinanza del ministero della Salute guidato da Roberto Speranza.

Nel monitoraggio si spiega come la situazione epidemiologica nel Paese sia “in peggioramento” e che l’incidenza a 14 giorni “torna a crescere dopo alcune settimane”, mentre “aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali”. L’indice Rt nazionale, sempre secondo il monitoraggio, “è in aumento per la quarta settimana consecutiva e, per la prima volta dopo sei settimane”, sopra quota 1.

L’indice Rt nelle Regioni

Le tre Regioni con l’Rt puntuale significativamente superiore a 1 sono Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia; altre 6 lo superano nel valore medio (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta), altre 4 hanno un valore uguale (Puglia) o che lo sfiora (Lazio, Piemonte, Veneto). Il Veneto “mostra un tasso di incidenza particolarmente elevato, rispetto al contesto nazionale”. Secondo il monitoraggio, l’epidemia si trova ora “in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”.

Aumenta il rischio di una epidemia “non controllata”

Nel monitoraggio si riconosce anche che l’attuale incidenza, su tutto il territorio nazionale, è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino di un sistema di tracciamento efficace: “Il servizio sanitario”, si legge, “ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni”. L’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni, si legge nel monitoraggio, è di 313,28 per 100.000 abitanti, con un picco in Veneto (927,36 per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni). Per questo il monitoraggio parla di un “aumento complessivo del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile”.

 

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