Crollo dell' Arco borbonico: Archeoclub in campo

Anita Capasso

NAPOLI -  Il crollo dell' "Arco  Borbonico"  dei luciani si sarebbe potuto evitare se solo ci fosse stata l' adeguata e corretta manutenzione, finalizzata alla conservazione. Niente ,invece, nonostante l' allarme lanciato.

La violenta mareggiata ha cancellato questa importante testimonianza della città partenopea.  Nel 700 era l' approdo dei pescatori, i cosiddetti  luciani. In quel tempo  i polpi  pescati venivano  cucinati nelle anfore  dando gusto ai polpi alla Luciana”.

Ora l' emblema dei Luciani e della rinascita e' andato perso. E'  critico  il presidente nazionale di Archeoclub , Rosario.Santanastasio .che fa il punto della situazione.

"Conosciuta con il nome "Chiavicone" nella fine del 700 la foce della fogna principale cittadina era un fiumiciattolo che attraversava la lercia spiaggia del Chiatamone. Nell'800 il tratto del chiavicone fu interrato e fu realizzato l’arco a far da frangiflutti e a fine Ottocento, con la realizzazione di via Partenope, l’arco fu utilizzato come punto di appoggio di piccole barche di pescatori. L’approdo borbonico – ha proseguito Santanastasio - ​ quello vero, era a via Santa Lucia di cui non vi sono più tracce...Rammaricarsi il giorno dopo e lamentarsi del fatto che si poteva fare ma non si è fatto nulla! Le nostre radici si perdono e noi stiamo a guardare impotenti, ma così non può funzionare ed è inammissibile che la nostra memoria storica si perda. Sarebbe bastato poco per arginare e risolvere il problema, ma non si è fatto nulla ed ora c'è il solito scarica barile! Personalmente era un punto di riferimento, nel senso che quando potevo andavo a verificare il "malato" beh ora è caduto in guerra...perché le Istituzioni gli hanno fatto la guerra".

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