Marigliano, Di Somma (Oxigeno): noi senza padrini e padroni, con coraggio e idee

Redazione

Di Somma: i politici di professione stanno riportando Marigliano alle scene di “Antonio La Trippa”. --- Locandina ---

MARIGLIANO - Operatrice socio sanitaria, Elisabetta di Somma si prende cura da più di vent'anni delle persone con disabilità.  Ha seguito diversi corsi nel campo dell'educazione e studiato in modo autonomo, lavorato con minori "difficili", con bambini e ragazzi. Volontariamente collabora con cooperative e associazioni culturali per l'aiuto alle donne in difficoltà e a favore della Natura.

Elisabetta di Somma, siamo giunti alle battute finali di questa folle campagna elettorale, dopo il terremoto giudiziario dello scorso luglio e in uno stato confusionale politico senza precedenti, cosa si augura per Marigliano?

 Veda, non so fino a che punto sia davvero confusionale lo stato politico ed emotivo della mia città, anzi noto che il terremoto giudiziario non l'abbia scombussolata più di tanto: si parla di continuità dei temi, dei modi di azione e di pensiero, dei vecchi princìpi tirati a lucido, del malcostume come una bandiera, dell'idea di una polis come azienda produttrice invece che come una collettività. Solite scene pre-elettorali che ci riportano ad Antonio La Trippa... Mi auguro che in questa settimana, però, Marigliano trovi il tempo e la voglia di riflettere. Si, c'è ancora la vecchia politica burattinaia, degli affaristi, dei pochi prescelti, dei padroni, dei tromboni , dei professionisti del potere preconfezionato, dei portaborse, degli amici e nemici accomodati allo stesso tavolo ma c'è anche l'alternativa, la Politica della passione, delle battaglie per la Vita, la Politica autentica e accogliente, seria, coerente con la sua storia, la Politica del coraggio e delle idee, la Politica di chi in prima persona e in prima linea protesta, di chi guarda dritto negli occhi,  di chi raccoglie firme, chi batte i pugni sul tavolo, chi dice No. Basta scegliere.

 Perché una donna così impegnata come lei nelle questioni sanitarie e sociali ha deciso di candidarsi come consigliere per la lista Oxigeno?

 È evidente: proprio perché Oxigeno mette al primo posto la Salute, la Cura, nodi essenziali per chi come me lavora nel campo sanitario. Credo infatti che il ben-essere del corpo e dell’anima di ognuno si traduca in benessere della società in cui vive, lavora, consuma e dunque sia l'economia e il commercio ad essere subordinati ad un buono stato di Salute, non il contrario. È inaccettabile e gravissimo il fare finta di non vedere che nel nostro territorio non c'è UNA sola famiglia che non abbia conosciuto il Cancro, trasversale per età, stili e tenori di vita. Troppi hanno vissuto con impotenza davanti a sofferenze lunghe, estenuanti, visto morti a decine, in pochi anni e tutti per tumori maligni, eppure sembra che la Salute sia un bene secondario al profitto, questo è davvero insopportabile. Inquinamento ovunque, discariche a cielo aperto, terre pattumiere, edifici costruiti con soldi pubblici e poi lasciati a se stessi, con politiche scellerate che hanno strizzato l'occhio, stretto mani, fatto affari sulla nostra pelle, con avvelenamento dell'aria che respiriamo, dell'acqua che beviamo, della campagna in-felix in cui non cresce più niente, neanche la speranza, roghi tossici che continuamente ci costringono a barricarci in casa. Ma mi chiedo: tutto questo ha lasciato un segno così indelebile sulle nostre vite, cosa deve succedere ancora per dire Basta!? Cos'altro devono portarci via, cosa serve di più per svegliarci e alzarci in piedi? Non ne abbiamo avuto abbastanza? Ci hanno saccheggiato, privato degli elementi essenziali per la Vita! Ci tocca impegnarci in prima persona, essere attivi e non più passivi, responsabili del nostro ruolo di adulti, prendere la parola, esserci, dare una mano, tentare di ricostruire insieme agli altri una città (e un mondo) vivibile!

A quale punto del programma di Oxigeno tiene particolarmente?

 Tengo a tutti i punti del programma, ma particolarmente a cuore “La Città dei bambini” ed aggiungo, delle famiglie. Tutti, immagino, vorrebbero una città Normale, con criteri di vita semplicissimi, non difficili da realizzare, fruibile per tutte le fasce d'età ma con attenzione ai piccoli, perché consegniamo a loro la città che stiamo pensando di costruire adesso. Una città lontana dagli stereotipi e dai meccanismi caotici, dove genitori con bambini non abbiano problemi a passeggiare, trascorrere del tempo libero, non facendo slalom tra i rifiuti se si allontanano un po' dal centro, dove possano andare in bici ad ogni ora del giorno e non aver paura, trovare asili e scuole raggiungibili facilmente o con mezzi pubblici, possano andare a lavoro e non rimanere imbottigliati nel traffico, possano avere servizi essenziali, a portata di mano … E poi librerie , biblioteche, diversi parchi verdi , un cinema, aree sportive adeguate, un teatro, un museo, diversi punti di accoglienza e ascolto. Non solo punti di ristoro alimentare. E ancora, un centro storico pieno di vita che dia lavoro con varie iniziative, attragga gente da fuori, un'area mercato, abbellita con gli spalti , alberi ombra e tante aiuole verdi per poter vedere concerti, mostre, mercatini, fiere, cinema all'aperto, insomma una città inclusiva dove si privilegi il principio di equità, con le stesse opportunità per tutti i bambini, neonati e centenari, uscendo dalle logiche assistenziali fini a se stesse, senza discriminazioni e pregiudizi, senza servizi clientelari, con procedure chiare e semplici, per garantire l'attenzione ai diritti di tutti, senza esclusione di nessuno, animali e alberi compresi.

 I politici non parlano mai nei loro programmi di bambini e delle donne. Lei invece si batte per queste due categorie fragili e vulnerabili. Che progetti ha in mente?

 I politici però in campagna elettorale stilano programmi, fanno proposte, propinano soluzioni: si dovrebbe avere la pazienza di leggerli prima di decidere a chi affidare le chiavi di una città. Ho in mente una città verde che sia da modello a tante altre, un polmone di ossigeno in Campania. Ho in mente che la “terra dei fuochi” diventi terra del fuoco della rivoluzione dei vecchi schemi, con orti e giardini anche verticali, con centraline per le polveri sottili, con gruppi di acquisto solidale a km zero, con riduzione dei rifiuti a monte con la spesa ecologica, con incremento delle energie rinnovabili, con strade pulite, decorose, curate. C'è bisogno di trasporti pubblici, di attenzione alle bellezze del territorio, di meno incuria e più legalità, una città che rinasca dalle ceneri, nella quale venendoci ad abitare non si desideri di scappare, che entrando dalla periferia chiunque rimanga affascinato dalla pulizia fatta, in tutti i sensi. Un posto dove i bambini e le persone cosiddette fragili - insieme alle associazioni, le cooperative, il volontariato - si sentano protagonisti delle scelte politiche, non oggetti consumatori da sistemare dall'alto come marionette di legno. Persone che si sentano ascoltate, prima di tutto. I progetti sono tanti e partono dalla formazione, dalla cultura, dalla conoscenza, unica arma per non essere manovrabili dal potere e dalla corruzione, per ridurre le differenze. Sogno una città dove la vulnerabilità non sia elemento di ricattabilità, ma diventi una forza capace di infondere la consapevolezza del proprio valore, che spinga a fare passi avanti, per fare emergere dal sommerso tutti i tipi di violenza, femminile o maschile, sia animale che vegetale, contro l'abuso di potere e ogni tipo di prepotenza.

 Perché i cittadini di Marigliano dovrebbero voltare pagina e votarla?

 Perché un voto diventi cosciente, non dato dal ricatto dell'appartenenza, un voto pulito, non legato a nessuno, un voto per i propri figli e il loro futuro, per i loro desideri di vita Normale. A quelli che hanno già scelto, non dico niente, alle persone perbene vorrei dire: non votate per me, ma per Voi stessi. Per non essere più schiavi, ma uomini e donne libere. “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.” Don Lorenzo Milani.

Intervista a cura di Giovanni Villano

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