Marigliano, sfondato il negozio di Acqua e Sapone

Anita Capasso

--- FOTO --- ERRATA CORRIGE L'immobile non è stato venduto ma è oggetto di compromesso.

MARIGLIANO - Negozio sfondato e tubatura dell' acqua rotta.  L' esercizio commerciale  "Acqua e sapone" di corso Umberto I  subisce danni, dopo aver ricevuto un' offerta di 50 mila euro  per lasciare libero il locale. Denuncia shock finita in Procura.  Offerta che Carmela e Marco Ruocco, gestori del punto vendita, hanno rifiutato   facendo valere il loro contratto di locazione rinnovato dalla proprietà che è oggetto di compromesso, come è stato comunicato dai proprietari ai locatari in una lettera..

Denunciano che l' intento è l'  abbattimento e ricostruzione per realizzare  altre unità abitative avvalendosi dell' aumento del 35 per cento di volumetria previsto dal piano casa. "Gli autori sarebbero i soliti imprenditori del cemento che hanno fatto altre operazioni del genere ": denunciano i coniugi Ruocco. 

Inizia il braccio di ferro.  Scatta una   messa in sicurezza del locale dichiarato pericoloso. Un escamotage ? Sarà la Magistratura inquirente  ad accertarlo. Fatto sta che in un primo momento  è  stata   sfondata durante i lavori una parete del locale con danni ingenti alla merce e con il rischio che i ladri potessero entrare all' interno facendo razzia di tutto.

Successivamente sarebbe stata  rotta una tubatura dell' acqua con infiltrazioni all' interno. Poi è stato chiuso  un contatore dell' acqua. Troppe casualità  che hanno messo in stato di allerta i coniugi Ruocco , che non sono affatto intenzionati a mollare. Denunciano che fuori lo stabile , oggetto d' interventi,  non c' è neanche una tabella  che annunci l' inizio dei lavori e la titolarità del cantiere in corso. E' lecito ?

 Lo denunciano alle autorità attraverso un esposto dove fanno riferimento anche ad omissioni e ad ostruzionismo con cui si sono scontrati. Peraltro i coniugi Ruocco  mettono nero su bianco con relativa documentazione che in spregio ai soli lavori  di messa in sicurezza sarebbero  state abbattute delle parti del fabbricato abusive.

"Opere fuorilegge che se non fossero state demolite - denunciano,-   non avrebbero consentito di usufruire del 35 per cento previsto dal piano casa". E non solo: si evince dall' esposto che il cantiere sarebbe di parenti vicino ad un consigliere comunale di maggioranza , già rimbalzato alla cronaca per altre demolizioni  di edifici storici.

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