Marigliano - Mariglianella, omissioni Agrimonda: si fa avanti l'ipotesi commissario

Anita Capasso

MARIGLIANO - MARIGLIANELLA - Conflictus competentiae negatae, ossia scaricabarile sulla questione Agrimonda circa la tutela della salute e   l'incolumità  dei Cittadini. A denunciarlo è il difensore civico regionale, Giuseppe Fortunato che intanto passa agli esposti.

I sindaci dei comuni di Mariglianella, Felice Di Maiolo e di Marigliano, Antonio Carpino sono stati messi di fronte all’ aut-aut.  Entro il 21 giugno dovranno provvedere a garantire l’igienizzazione e la sicurezza nell’area dell’ex deposito di ceneri combuste e fitofarmaci “Agrimonda” dove si è generato un acquitrino pericoloso per la salute e maleodorante fino al punto di togliere il respiro.

Pena in caso contrario è  la nomina di un commissario ad acta.  Fortunato dice basta ai palleggi  e chiama in causo entrambe le municipalità. “Marigliano è direttamente interessata dalla vicenda e non  può fare a scaricabarile”: parole del difensore Civico, che dopo le  lettere di sollecito è passato al pugno di ferro. L’indice è puntato particolarmente contro il modus operandi del Comune di Mariglianella, che a quanto pare, ha scaricato le responsabilità dell’impasse sulla Regione Campania.

Ma il difensore civico non ci sta e di fronte alle parole con cui il Comune  fa il rimbalzo scrive:

“ Visti gli atti tutti del procedimento e in particolare constatato che non appare  possibile indugiare stante il silenzio dell'Ente Regione Campania a seguito della nota prot. 3548 del 10 marzo 2020 con cui il comune di Mariglianella fa il punto sulla competenza, negandola per sé e affermandola per la Regione Campania;
Rilevato che appare agli atti una generale e condivisa attestazione di necessità di misure di MISE, bloccate  da  un conflitto competentiae negatae ossia da un conflitto negativo di competenza (qui vulgo dicitur: "scaricabarile".

Ci va giù duro Fortunato:  Constatato che l'estate è prossima e l'intensificarsi dell'inquinamento per l'aumento del calore è  elemento dirimente circa la necessità di adottare misure senza indugi (Consiglio di Stato, Sezione Quinta, 7 settembre 2007, n. 4718)”.

Entrambi i sindaci sono stati sollecitati ad adottare ogni misura necessaria, ivi comprese ordinanze contingibili e urgenti  comunicandole al  Difensore Civico nel termine del 21 giugno 2020, realizzando comunque  idonee misure di  tutela e di MISE. Agrimonda non può più aspettare. Il telone di messa d’emergenza messo sul sito dei veleni ha favorito il ristagno d’acqua ed è rotto ai lati. L’acqua entra nei terreni che già sono inquinati ed interdetti all’uso. La salute prima di tutto. 

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