Gori ai tempi del coronavirus

Redazione

Il 12 Marzo scorso, ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha bloccato i distacchi per morosità di acqua, Gas e Energia rinviandoli al 3 Aprile e predisposto persino la riattivazione delle utenze alle famiglie che avevano subito il distacco dei servizi. Il provvedimento di buon senso di Arera in tempi di coronavirus, non è conseguenza della riflessione profonda delle menti illuminate dell’Autorità di regolazione,  ma  conseguenza della pressione del Forum Italiano dei movimenti per l’Acqua (Comitati cittadini per l’acqua pubblica) che per evitare il peggioramento delle condizione igienico-sanitarie del paese si è mobilitato.

ARERA ha dunque scelto di cedere alle pressioni del Forum. Non lo ha fatto a cuor leggere, ma rifiutarsi e prendere una decisione diversa o ignorare addirittura le richieste dei comitati, avrebbe probabilmente alzato un polverone politico, non perché la classe politica italiana sia per l’acqua pubblica, ma semplicemente per non contribuire a generare condizioni di scarsa igiene in un momento in cui l’igiene è una priorità assoluta per difendersi dal COVID-19  e la sanità pubblica  è prossima al collasso  grazie  a 40 anni di politiche dissennate di tagli e privatizzazioni ai servizi pubblici essenziali: 37 miliardi di euro di tagli alla sanità pubblica,  con il risultato di aver perso  46.500 tra medici e infermieri, più di 70.000 posti letto e per quanto riguarda la terapia intensiva siamo passati dai 922 posti letto ogni 100mila abitanti nel 1980 ai 275 nel 2015. Per rubare una frase ad nostro amico di Attac Italia:  “L’epidemia ha reso il re nudo e ha dimostrato tutti gli inganni della dottrina liberista”.  Tutti i buffoni di corte che fino a qualche mese fa “gridavano meno Stato più mercato” adesso tutti invocano l’intervento dello Stato, i soldi dello Stato, i medici dello Stato, uno Stato forte, persino l’Europa delle banche ha fatto saltare il patto di stabilità pur di tamponare la pandemia. Incredibile! Immaginarsi che ARERA in un momento simile potesse osteggiare la richiesta di sospensione dei distacchi avrebbe suscitato l’ira funesta dei politici che mai come ora sono tutti schierati a difesa del popolo! Andrà tutto bene! Ce la faremo! W l’Italia! Avremmo dovuto imbracciare i forconi più che cantare dai balconi.

 

La notizia però è che dalle parti nostre, ovvero nei 76 Comuni gestisti da GORI (il gestore privato del servizio idrico), qualcuno ha pensato bene di approfittare del momento per intimidire gli utenti, minacciarli comunque di distacco. Se la mamma degli imbecilli è sempre incinta quella degli sciacalli è sempre attiva 24 ore su 24. Probabilmente non è stata direttamente GORI, ma chi si ostina a telefonare per conto di GORI (e questo non rende la società di gestione meno colpevole) è il personale di qualche società di recupero, che con metodi mafiosi intimoriscono i cittadini minacciandoli telefonicamente di staccare il servizio idrico approfittando del momento delicato in cui c’è massimo bisogno di igiene. Non potrebbero farlo per le attuali disposizione di ARERA. Ma non potrebbero farlo comunque a prescindere da tutto, coronavirus compreso. Non solo è da vigliacchi agire in questo modo, ma il fatto è che meriterebbero proprio la galera. Immaginarsi che chi non può permettersi il pagamento della bolletta dell’acqua debba subire anche le intimidazioni di chi per mestiere fa lo stalker e minaccia il prossimo fa davvero rabbia.

Quello che possiamo consigliare è di denunciare immediatamente alle autorità eventuali abusi da parte di società di recupero, di segnarsi il numero di telefono da cui provengono le minacce di distacco, (Le società di recupero devono sempre contattare l’interessato da un numero visibile e ricordatevi che nessuno può farsi giustizia da solo men che meno le società di recupero crediti) di informare se possono anche i comitati per l’acqua pubblica locali e infine di ribellarsi e di rispondere alle minacce di distacco fatte al telefono utilizzando tutto il corollario di parolacce di cui dispongono! E ricordate che l’accesso all’acqua è un diritto di tutti e chi privatizza tale diritto è un ladro!

Comitato di lotta per l’acqua pubblica - Marigliano

Foto di archivio

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