Marigliano Mariglianella, fine anno con emergenza Agrimonda

Anita Capasso

MARIGLIANO - Ogni fine anno è tempo di bilanci, di attese e di rimpianti. Tanti fatti sono accaduti a livello nazionale e a livello locale. Da un governo con i leghisti, siamo passati ad un governo col PD. Ragioni di Stato prima di tutto. Ben tre ministri sono partenopei e ciò fa ben sperare. Tanti cambi di casacca sperando nel bene collettivo.

 Il ministro degli esteri Luigi Di Maio è praticamente di origine mariglianese, il neo ministro Gaetano Manfredi e' nolano, c’e’ poi il generale Costa che conosce bene la situazione di grave emergenza ambientale del territorio. Il degrado però avanza.  Bisogna intervenire con progetti mirati finalizzati a salvare l' ambiente e la qualità della vita ed investire nell' istruzione.

A Marigliano l'anno si chiude con l' ennesimo richiamo ambientale .  SOS  Agrimonda: una Seveso che rilascia veleni. Ad un anno dalla rimozione delle tonnellate di ceneri combuste di fitofarmaci e chimici per l' agricoltura, la bonifica resta un miraggio. La gran parte degli abitanti di Mariglianella e Marigliano  sono esasperati. Le istituzioni intervengano ad horas per  adottare misure idonee per far fronte al rischio ambientale circa l’ Acquitrino Tossico perenne formatosi sul telo posto a copertura del sito di veleni.

Le "ZAFFATE" puzzolenti mettono a repentaglio la salute pubblica. Non si sa più nulla del piano di caratterizzazione e dello studio epidemiologico che si erano impegnati a fare. Chi? Le istituzioni. Sotto accusa finisce il progetto di messa in sicurezza d’emergenza, il cosiddetto Mise, nato per evitare l’infiltrazione di acque meteoriche e l’ulteriore diffusione della contaminazione dei veleni nell'area.

Questo sistema era stato adottato per   evitare che l’acqua piovana,  toccando la platea impregnata di sostanze tossiche potesse raggiungere ulteriormente, la falda già compromessa e risultata contaminata . Non si era calcolato però che ciò avrebbe favorito il ristagno di grandi quantità di acque meteoriche. Tale situazione  nuoce a tutto l'ambiente circostante e agli abitanti. La gente ci dice che non dobbiamo smettere di parlare di Agrimonda, ma i problemi sono tanti.

Ci sono gli LSU delle scuole che rivendicano il diritto ad essere pagati e stabilizzati. Ci sono i cittadini che denunciano il grave rischio idrogeologico mentre si anela di abbassare le fasce di rispetto dai Regi Lagni...abbassare? Ma siamo sicuri che a via Isonzo, a via Sant' Elisabetta d' Ungheria non si sia a rischio? Siamo sicuri che i Lagni  siano tutti sicuri e che non possano  esondare per incuria e mancanza di manutenzione? Gli interventi sono stati fatti? Abbiamo capito  bene ? Abbassare le distanze dagli alvei. Ci dicono di sì.

Federico Salvatore diceva:"Azz". Gli esercenti nel centro storico sono esasperati per il degrado e la mancanza di un' adeguata illuminazione. Neanche a Natale sono arrivate le luminarie. Tutto spento e asfittico.  Via Salvator Rosa e tutti i vicoli circostanti sprofondano e pure c' e' chi rischia i capitali impiantando attività di ristorazione. Coraggio da ammirare. Ci sono poi i bulli che seminano il panico tra i ragazzi, la criminalità.

Ci sono chiese inagibili e un patrimonio artistico degradato che non ha santi in paradiso. Orfano di qualsiasi attenzione. Un puc fermo mentre le speculazioni avanzano e pioveranno a pioggia  attraverso le sentenze. Assunzioni nella monnezza? Pare di si'...poi si vedrà'...solidarietà per chi resta fuori e non ha neanche il reddito di cittadinanza, che invece non manca a tanti furbetti scorretti e sleali che prendono per i fondelli le regole e gli svantaggiati. L' elenco è interminabile, ma vogliamo fermarci qui.

Vogliamo invitarvi ad afferrare il bello di ciò che ci circonda...il bello? E che cos’è il bello? Piazze vivibili e sicure, città a misura di individui e senza palazzinari e un' adeguata illuminazione. Lavoro per chi non ce l' ha e ha perso la speranza.  Un governo giusto e non vendicativo e che faccia delle critiche uno strumento per migliorare. Istituzioni imparziali con i cittadini. Piazze vivibili e sicure, città a misura di individui e senza palazzinari e speculazioni truffaldine. Scuole, aule. Istituzioni giuste e al servizio del cittadino. No camorra, no pizzo. Vogliamo troppo? No vogliamo la normalità. Buon anno, buon 2020. Auguri spumeggianti.

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