Marigliano, Aliperti don Milani: la scuola del sorriso per il progresso sociale

Anita Capasso

MARIGLIANO - Alla scuola di Lausdomini si lavora sulla gioia e la bellezza per incentivare sogni e talenti.Il nuovo dirigente scolastico dell' istituto comprensivo don Milani-Aliperti, Luigi Amato, saluta gli alunni e le famiglie con grande sincerità e affetto, augurando un proficuo e collaborativo anno scolastico a tutti.

 "Grazie per il calore con cui mi avete accolto in questa scuola, cui mi legano tanti ricordi, esperienze ed affetti della mia vita. Vi saluto personalmente e calorosamente, uno per uno. Vi sento vicini, sono a voi vicino per il cammino che intraprendiamo e che spero sia ricco di soddisfazioni per tutti".

 

 Il suo è un invito a migliorare la formazione culturale e la società con la partecipazione attiva e costante in un' ottica di rete.

 

"Vogliamo costruire insieme una scuola che contribuisca al progresso civile e sociale del nostro paese, che sia luogo di educazione e formazione di persone che si aprono ad una cittadinanza attiva e consapevole,che offra significative occasioni e opportunità di promozione dell'intelligenza e della conoscenza". Il dirigente Amato ci tiene alla collaborazione tra tutte le agenzie educative.

"Vogliamo essere una comunità che si caratterizzi per la qualità delle relazioni, all'interno della quale, indipendentemente dal ruolo,  ciascuno si senta accolto, ascoltato, curato, amato e possa esprimere ed offrire il meglio di se stesso al servizio di tutti, secondo lo spirito dell' ICARE - HO A CUORE di don Milani".

 L' intento è di fornire ai giovani il sostegno necessario per la realizzazione dei propri sogni contribuendo a rendere più bello il mondo.

 

"Con i nostri ragazzi, soprattutto -scrive il dirigente Amato' vogliamo percorrere strade e sentieri che li aiutino a scoprire e coltivare i propri talenti, a realizzare i loro sogni, ad essere pienamente persone, con lo spirito di chi sempre "Ad altre bellezze aspira, e a quelle si slancia e si protende" (E.Aliperti,"In alto", 1938)".

L'appello è all' unità di intenti per incentivare i talenti. Come?

"Lo faremo attraverso la bellezza e la ricchezza di quanto saremo capaci di progettare e realizzare, insieme, con il contributo di tutti, senza che nessuno sia escluso, in continuità con la storia e le tradizioni di questa scuola".

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