Marigliano, un tesoretto per il verde in citta'

Anita Capasso

MARIGLIANO - Con grande soddisfazione ho accolto la notizia del trasferimento di un tesoretto di oltre 325 mila euro dalla città Metropolitana di Napoli al Comune di Marigliano per interventi di “ripiantumazione e incremento del verde” sul territorio comunale. Un grazie sentito al sindaco metropolitano Luigi de Magistris per l’attenzione che ha voluto riservare alla nostra disgraziata città, in coma da anni per i danni prodotti da asfalto, cemento selvaggio, rifiuti tossici, diossina. Grazie.

Si tratta di una grande opportunità che non dobbiamo assolutamente sprecare. Non so ancora per quali interventi verranno utilizzati questi soldi ma una cosa è certa. Non consentiremo a nessuno che quelle importanti risorse siano disperse nei mille rivoli della malapolitica e nelle mille pieghe delle  consulenze inutili, sconclusionate e incoerenti operazioni nelle sezioni elettorali di appartenenza di questo o di quell’altro consigliere, prebende clientelari, sperperi.

Una parte di quei soldi dovrebbe essere subito utilizzata per rinfoltire il patrimonio arboreo del parco monumentale del castello ducale, semidistrutto dalla tromba d’aria 31 dicembre 2014. Con l’aiuto di storici validi, agronomi e fitopatologi capaci, architetti del paesaggio competenti, biologi qualificati (non i soliti pane e puparuoli) e sotto la supervisione degli esperti della Soprintendenza, il parco ducale deve tornare agli antichi splendori. E’ patrimonio dell’intera città, al momento il suo unico polmone, la sua piccola, secolare foresta amazzonica. Ne abbiamo fin sulla cima dei capelli di tecnici improvvisati.Si cambi registro!

Nell’opera di ripiantumazione e incremento del verde urbano, grande attenzione, poi, dovrebbe essere riservata alle essenze arboree del territorio: querce, frassini, olmi, pioppi evitando l’introduzione di specie e sottospecie aliene che minacciano e alterano il nostro ecosistema e la nostra biodiversità.

In realtà, non ci si dovrebbe limitare a piantumare o ripiantumare semplicemente. Si dovrebbero  individuare progetti a larga scala, strategie, nuove visioni non solo del verde ma anche della città del futuro. Ricucire il territorio, mitigare, decongestionare. Dopo Imola consiglierei di copiare il comune di Forlì e le sue strategie verdi. Perché c’è bisogno di una strategia. Già nel 2009, in tempi non sospetti, lo storico e ambientalista Giovanni Villano aveva lanciato la proposta della creazione di cinque nuovi parchi urbani dislocati su tutto il territorio comunale che avrebbero potuto migliorare la qualità della vita dei mariglianesi.


Con il Parco Castello Ferrovia, a via Dante nel centro città, si sarebbe realizzata una grande area verde mediante il restauro paesaggistico delle aree degradate intorno alla ferrovia dello Stato e la realizzazione di un sistema di parcheggi. Con   il Parco Alto, a Marigliano ovest tra Corso Umberto I e via Spione, sarebbe stato allestito un nuovo giardino in ottemperanza della legge 113 del 1992 (un albero per ogni neonato). Con il Parco Regi Lagni Vasca, tra i quartieri di Miuli-San Vito – Pontecitra, avremmo creato una grande polmone verde, valorizzando i canali vicereali mediante opere di bioingegneria. Il Parco Torre Penne, a Faibano, avrebbe portato alla nascita di un’area verde con il restauro paesaggistico delle aree intorno alla semisconosciuta torre del XIII secolo. Il Parco dei Giusti a Lausdomini avrebbe determinato la creazione di un querceto dedicato a tutti quei mariglianesi che si erano distinti per il loro coraggio e la voglia di aiutare il prossimo, memoria viva del bene. Allora fu considerata la soluzione folle di un giovane ambientalista. Adesso, dopo il disastro ecologico in cui è precipitata Marigliano, si puo' dire a ragione che quasi quasi, aveva ragione  il giovane storico che ama ogni anfratto della sua città. 


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