Marigliano, giu' le mani dai pini. Le fasce sociali deboli hanno bisogno di ossigeno e ombra contro l'inquinamento e l'afa

Anita Capasso

MARIGLIANO - Gli alberi non si toccano. Città sempre più arida e meno green, devastata dal cemento. Se da un lato gli ambientalisti fremono per veder piantumare non uno, ma centinaia di alberi, in città ci sarebbe  chi preferisce farne a meno. 

La preoccupazione scatta  per i pini nei pressi della farmacia di Lausdomini dove ci sono gli stalli del parcheggio. Le radici qui sono affioranti e quindi la gente teme che  anziché provvedere a elevare il piano delle aiuole o a stabilizzare il terreno e le radici, affidandosi a personale esperto per la messa in sicurezza, la via più semplice sarebbe quella di fare tabula rasa. Sarebbe questa la fine che spetterebbe ai bellissimi pini vesuviani che durante le giornate calde assicurano frescura ai passanti?

Questi alberi  verranno veramente  sottratti all' arredo urbano e a tutti coloro che alla loro ombra trovano ristoro perché una vacanza al mare non se la possono permettere? Secondo gli ambientalisti  potrebbero cadere sotto la mano impietosa di chi ha già deciso la loro fine. Scoppiano le polemiche.

Le fasce deboli hanno bisogno di alberi contro le ondate di calore. Bisogna preservare le essenze arboree esistenti, non abbatterle con la promessa che ne saranno piantumate altre. Gli ambientalisti , i cittadini e persino i bambini intanto allarmati mettono le mani davanti .

 "Giù le mani dal verde pubblico”. Intervengano i forestali e gli esperti per valutare lo stato di salute degli alberi. Intanto i residenti ci tengono a far sapere che " se il problema sono le radici affioranti esistono sistemi e tecnologie per risolvere in maniera permanente e non invasiva il problema. Servono solo sensibilità e competenze. Non si abbatte il verde. Sì preserva. In una città devastata da smog e inquinamento ossigenarsi con gli alberi fa bene alla salute".

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