Minacce a Capacchione e Saviano: FNSI parte civile nel processo contro il boss dei casalesi Bidognetti

Anita Capasso

La Federazione nazionale della Stampa italiana si costituisce parte civile nel processo a carico del boss del clan dei Casalesi Francesco Bidognetti e degli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D’Aniello, accusati di minacce, aggravate dal metodo mafioso, ai danni di Rosaria Capacchione e Roberto Saviano.

Per far sentire la propria forza e  il fronte comune per la legalita'  la FNSI  ha preso parte  con il componente di Giunta e segretario del Sindacato unitario Giornalisti Campania, Claudio Silvestri, all’udienza preliminare del procedimento a piazzale Clodio. Accolte le richieste di costituzione di parte civile . E' stato  disposto il giudizio per gli imputati fissando la prima udienza il 12 novembre 2019.

“Il giudice ha riconosciuto  il sindacato come soggetto direttamente leso dalla condotta mafiosa ascritta agli imputati che ha inciso sull’esercizio del diritto costituzionale alla libera informazione”.  E' questo quanto afferma  l’avvocato Giulio Vasaturo, che assiste nel processo la Federazione nazionale della Stampa italiana.

“Ringraziamo l’avvocato Vasaturo e il Sugc e, anche in questa occasione, esortiamo colleghe e colleghi a fare da scorta mediatica a Rosaria Capacchione e Roberto Saviano. Eravamo in aula questa mattina e saremo di nuovo in tribunale il 20 settembre, insieme con l’Usigrai, il Cdr del Tg3, Articolo21, Libera e tutte le associazioni che hanno aderito alla campagna NoiNonArchiviamo, in occasione dell’udienza relativa alla richiesta di archiviazione delle indagini sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin”, affermano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della FNSI. Tutti uniti per  difendere l'articolo.21 della Costituzione Italiana. contro le mafie.

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