Marigliano, PUC al palo

Anita Capasso

MARIGLIANO - Centinaia di migliaia di euro spesi per un PUC fantasma.  Dal piano Miano a quello Moccia e lo strumento  urbanistico che potrebbe arginare le mire speculative  non decolla . Troppo sovradimensionamento e metri cubi di cemento in più  hanno sempre respinto al mittente i piani urbanistici.

 Si va avanti con un PUC datato,  risalente al 1990,  che finora ha ingrassato solo le bande del cemento consentendo l'abbattimento di edifici storici e tante mega lottizzazioni. Il business attualmente è  tutto incentrato sulle vecchie case con giardino che insistono nel centro.

Si demolisce e si ricostruisce sfruttando gli aumenti di volumetria previsti dal piano casa. I tentacoli speculativi si sono allungati anche in via Caliendo dove ci sono caseggiati disabitati. Il business del mattone vorrebbe accorpare anche un antico casale di via Luigi Mautone.

Marigliano ha bisogno di regole e di salvaguardare il proprio paesaggio costruito e non.  Metri e metri cubi di cemento stanno risucchiando la possibilità  per la piccola edilizia familiare di costruire una casa per i propri figli. I cementificatori? Quelli vanno avanti tracotanti e imperterriti.  Gli enormi palazzoni persistono nonostante le violazioni commesse..

Fabbricati  con sproporzionati locali commerciali, balconi che invadono i marciapiedi pubblici. Rampe disabili invase con tracotanza  per servitù condominiali.

 Puc dove sei?  Quando arriveranno le regole urbanistiche?  " La gente - commenta- quando avranno  già fatto tutto e non ci sarà più niente da salvaguardare.  I pesci grandi si mangiano i piccoli".

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