Mariglianella, Battenti: vola la corona del Missionario

Anita Capasso

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MARIGLIANELLA "Madonna, tienici la fede": sulle note di questo struggente eco canoro, i battenti di Mariglianella hanno marciato verso il santuario mariano di Madonna dell'Arco. Fede e carità sono i sentimenti che li hanno accompagnati, traducendo nella marcia i valori declamati da don Ginetto De Simone, nella sua incantevole omelia.

Una corona , composta da palloncini colorati,  ha dato il via al pellegrinaggio, volando verso il cielo, sotto gli occhi commossi della magnifica gente . In mano una battente aveva un cuore rosso contro la violenza sulle donne. La marcia ha un senso. E' nato così il ponte magico con una chiesa di Casalnuovo . Come per incanto, infatti, i palloncini hanno incoronato il campanile del luogo di culto, alle porte di Napoli, lasciando un messaggio di speranza di un mondo migliore. Messaggio che da Mariglianella ha sollevato i valori di pace e tolleranza contro il male.

Da 70 anni la storica associazione si reca a Sant'Anastasia con amore e devozione, tramandando il culto da padre in figlio. Chi non è cresciuto con queste radici non puo' comprendere il senso di questa fede, nata dal basso, tra folclore e religiosita'. Ci vuole l' occhio dell' antropologo per guardare nella dimensione giusta questa intensa tradizione religiosa, che si muove attraverso mille sfumature.

A Mariglianella, e' prevalsa la fede sulla lezione di don Ginetto, che ha predicato una Mariglianella di condivisione e di fratellanza. In marcia, nascosta tra gli altri confratelli, c'era anche la miss Nunzia Amato, reduce della finale in Cina di miss World. La sua e' una famiglia fortemente credente e Nunzia e' cresciuta tra valori umili e semplici . Il corno suona e in fila indiana si marcia con compostezza, ricordando i padri fondatori della storica associazione: Domenico Guarino, Vincenzo Riccio e Raffaele Caliendo a cui si deve la prima e unica squadra di fujenti  di Mariglianella (come si legge dal sito dell'associazione).

Inizialmente i "vattienti" locali non avevano una sede e tutte le iniziative si svolgevano per la maggior parte a casa di Raffaele Caliendo, come per esempio i primi quadri realizzati con monete, che rappresentavano: uno il primo miracolo (il miracolo dei piedi) e il secondo sempre in monete, che rappresentava i fujenti in pellegrinaggio verso il Santuario.

Ecco l'offertorio monetario, che ricopre lo stendardo e che viene mostrato al popolo in segno di trasparenza, prima di donarlo ai padri domenicani. La tradizione ora cammina con le nuove generazioni, nella sede di piazza Vittorio Veneto, assegnata dal comune, che ha riconosciuto il valore dell'associazione dove c'e' aria di storia e di radici.E per il 25 Aprile si onora la Patria con gli occhi rivolti alla Vergine Maria: la prima squadra e' qui, nei pressi del monumento dei caduti a cui va la fervente preghiera.

 

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