Ad EnergyMed il primo Parco Green a consumo quasi zero

Redazione

Giovedì 28 aprirà i battenti la XII edizione di EnergyMed. Il progetto a firma dell’architetto Nino Serpico, realizzato a Frattamaggiore, nello Stand dell’Ordine degli Architetti di Napoli.

FRATTAMAGGIORE - La dodicesima edizione di EnergyMed, ossia della Mostra Convegno sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica nel Mediterraneo, si terrà alla Mostra d’Oltremare a partire da giovedì 28 marzo.

 

Alla Conferenza interverranno  il Presidente della Camera di Commercio Ciro Fiola, l’Assessore alle attività produttive della Regione Campania Antonio Marchiello, l’Assessore alle politiche energetiche del Comune di Napoli Ciro Borriello, il Presidente della Mostra d'Oltremare, Alessandro Nardi, il Presidente dell'ANEA, Benedetto Scarpellino,  il responsabile delle Relazioni Istituzionali di Citelum Italia, Marco Di Domenica, l’Amministratore Delegato Arriva Italia Rail e Direttore Business Development Arriva Italia, Giuseppe Proto.

Tra gli Stand, spicca quello dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Napoli e Provincia, curato dall’arch. Concetta Marrazzo.

Abbiamo chiesto all’architetto mariglianese Nino Serpico, di illustrarci il primo progetto green a consumo quasi zero, in corso di ultimazione a Frattamaggiore, visionabile nello Stand.

Architetto, ci descrive il suo progetto?

“Tra colleghi si è usi dire che ogni progetto innovatore è figlio di una sana ed intelligente Committenza.  Ma vi è dell’altro: è la stessa Frattamaggiore ad essere una città da sempre attenta  a recepire innovazione, cultura e gusto. Il progetto “Giugliano Immobiliare” di Via Carmelo Pezzullo, a Frattamaggiore, è in via di ultimazione e rappresenta  il primo parco Green di alloggi in classe energetica  “A4”,  a consumo quasi zero.

Quando acquistiamo un’auto ci preoccupiamo di capire se è euro 6, quanti km percorre con un litro di carburante, ora cominciamo finalmente a chiederci se sia pure ibrida.  Non facciamo altrettanto quando scegliamo un’abitazione, con il risultato che, vivendo in un alloggio di tipo “commerciale”, si consumino, si defenestrino, migliaia di euro all’anno, senza chiedersi poi, perché le allergie crescano esponenzialmente a causa dell’inquinamento indoor.  Avere la classica guaina al posto del tetto ventilato è come avere una busta di plastica in testa; intonacare le pareti con prodotti chimici e di veloce lavorazione è una delle causa di insorgenza di malattie.

Il progetto ha previsto, per ciascun alloggio,  la domotica e un impianto fotovoltaico autonomo di pertinenza esclusiva, con pompa di calore che assicura, a titolo gratuito, la produzione di acqua sanitaria, il riscaldamento con pavimento radiante, il raffrescamento estivo.

Il pavimento radiante assolve alla duplice funzione di essere esso stesso un “termosifone” omogeneo e, al contempo, una barriera che contribuisce all’isolamento acustico.

I sistemi di climatizzazione, e di ventilazione  assicurano omogeneità di microclima interno: un confort abitativo ottimale che lascia libertà di disposizione degli arredi, non avendo l’atavico vincolo posizionale dei radiatori.

L’attenzione alla Bio-Architettura prevede l’uso di materiali traspiranti ed anallergici: coperture ventilate e dotate di doppia barriera traspirante (la prima è un freno vapore), intonaco traspirante, pittura “Sikkens”. In particolare, si è fatto uso di un colore che è frutto di un accurato  studio sulla “pelle” del contesto dei fabbricati, al fine di mitigarne l’impatto, ponendolo in riguardosa e religiosa armonia col bellissimo e delicato contesto frattese.

Risparmiandovi altre noiose voci del capitolato, voglio solo evidenziare come sia previsto il recupero delle acque pluvie ad uso irriguo del verde delle due corti, dei due giardini pensili, così recependo il recente disposto normativo. Ovviamente vi è assenza di barriere architettoniche. Le strutture sono fondate su circa 600 pali che scaricano sul cappellaccio tufaceo. Alcuni alloggi sono caratterizzati da giardini Zen e da una mini SPA privata.

Ma come è nato il disegno?

“Da uno studio filologico e da uno schizzo a matita! Il progetto è centrifugato da due Polmoni Verdi ricavati in altrettante Corti che, come dicevo, saranno in parte giardini pensili: quello interno e quello lungo il confine nord/ovest, ora soleggiato ed aerato. I Regolamenti Locali impongono che i segni di un progetto si rifacciano a quelli che hanno caratterizzato la Storia dell’Architettura. Filologicamente si è riproposta "la Corte", che era stata completamente chiusa, deturpata e stravolta da uno scheletro di pessimo cemento armato, mal fondato e pericolante, coperto da lastre di eternit, vera bomba ecologica per il centro abitato. Provate ad immaginare, per un attimo,  cosa ci sia voluto solo per bonificare l’area! Una struttura fatiscente che versava in pessime condizioni igieniche e statiche, completamente stravolta rispetto a ciò che erano stati i “Magazzini Giò”, dalla cui memoria ho attinto la generatrice del progetto, ossia la Corte, in un sottile filo conduttore che si dipana nel medesimo sito: da primo centro commerciale della provincia di Napoli a primo parco green. Si è optato per un richiamo ai “segni” tipici:  il porticato, la corte, i giardini pensili, (in armonioso contrasto con i giardini Zen e le mini SPA ai piani), le logge, i portali rivestiti in marmo (marmo travertino vero! Impiegando le vecchie tecniche delle zanche in ottone) che, oltre ad un effetto plastico, conferiscono praticità e funzionalità, consentendo l’eliminazione, in facciata, di alcuni ricorrenti elementi detrattori,  a servizio di cucine e di lavanderie”.

Ultima domanda: ma una casa a consumo quasi zero costa molto di più di una tradizionale?

“I costi sono assolutamente in linea con quelli di mercato con cui un imprenditore deve necessariamente confrontarsi. A volte, tra fare le cose e farle bene, la differenza è quasi pari a zero… Se posso, voglio concludere ringraziando la redazione di Marigliano.net e tutti Coloro i quali hanno collaborato alla progettazione: gli archh. Alberto Limongiello (che mi ha affiancato nella direzione dei lavori, in qualità di direttore di cantiere), Maria Grazia Nisi, Tiziano Rossi, Michele Serpico e il geom. Giovanni Maglione della 4M di Caivano”.

 

 

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