Marigliano, il convento di San Vito diventa santuario

Anita Capasso

MARIGLIANO - Papa Francesco eleva a santuario la chiesa di San Vito. Nasce così  il santuario della Madonna della Speranza, in occasione del   bicentenario della realizzazione dell'icona votiva. Si tratta di un evento straordinario. È  da decenni che nel nolano non avviene una nomina del genere. L’ hinterland è già in festa per il riconoscimento.

 La bolla pontificia verrà pubblicata la domenica di Pasqua 21 aprile. Per l'occasione sarà lo stesso vescovo Francesco  Marino a ufficializzare la notizia. Intanto si preparano le celebrazioni per il giorno della festa della Madonna della Speranza, fissato per l'ottava di Pasqua. Procedono in tempi record i lavori di messa in sicurezza e restauro del soffitto, delle pitture e degli stucchi barocchi. Sotto la polvere e lo sporco emergono capolavori d'arte e decorazioni in oro e argento.

Adesso bisogna però  prepararsi ad accogliere i pellegrini puntando sulla bellezza e la ricettività. Anche la città deve dare una risposta in termini di decoro urbano. Tanti  i progetti già messi in campo per mettere in sicurezza il monastero: da quelle private a quelle della Regione Campania, che vuole realizzare il giardino della pace proprio a San Vito, come luogo simbolo della meditazione contro ogni forma di violenza.

 Merito è dell'impegno dei frati che da quando è arrivato padre Giuseppe Sorrentino stanno raggiungendo vette sempre più alte. La fatica è   enorme e soprattutto convincente. Persino  il governatore Vincenzo De Luca chiamato in causa dal già consigliere comunale Michelangelo Mocerino, si è dato da fare.

A partire dal mese di febbraio 2018 è partito il rifacimento del soffitto del refettorio settecentesco col  dipinto del “Miracolo dei pani di S. Francesco”, i “Santi dell’Ordine” alla sommità dei finestroni e la “Immacolata”   .

A marzo invece si è dato corso alla messa in sicurezza dei locali del Campanile. Grazie alle sagre si sta provvedendo a raccogliere  la cifra di 90 mila euro per il restauro della tela. San Vito partecipa anche al bando regionale per   la realizzazione della casa del Pellegrino in modo da promuovere il turismo religioso. La storia di San Vito merita la giusta attenzione. La fondazione del convento risale al XV secolo. Per interessamento del Conte Alberico Carafa fu restaurato e concesso ai Frati Minori Osservanti nel 1499.

In quel tempo le celle dei frati, il refettorio, l’oratorio si aprivano intorno al peristilio del Chiostro, un gioiello dell’architettura quattrocentesca che conserva intatta la sua bellezza, sormontato da un colonnato dorico, con una cisterna al centro per la raccolta delle acque piovane.

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