Mariglianella, sul terreno del padre di Luigi Di Maio solo fuffa

Anita Capasso

Nessuna speculazione edilizia. Sui terreni dei Di Maio solo una pila di mattoni e tanta fuffa.

MARIGLIANELLA - Mariglianella presa d’assalto dal gossip mediatico. Riflettori puntati su Antonio Di Maio, padre del ministro Luigi Di Maio e la società edile la cui sede legale è in questo stesso paesino governato da una giunta a maggioranza forzista.

Qui,  un giovane Luigi Di Maio, attivista 5 Stelle veniva generalizzato e allontanato dal consiglio comunale su richiesta del sindaco perché lo voleva registrare e rendere noto al popolo del web. Arrivano i vigili urbani e i tecnici comunali fanno i dovuti sopralluoghi sotto gli occhi di stuoli di giornalisti e di telecamere.

Si parla di abusi edilizi su un terreno di proprietà del padre di Luigi Di Maio e della zia Giovanna, scomodata fino a Reggio Emilia dove vive da circa 30 anni , dopo essersi sposata con una persona del posto. Il gossip è incentrato in pratica in un terreno situato al civico 69 di corso Umberto I, ricoperto di erbacce,  dove sorgono un rudere diroccato e un box coperto di lamiera arrugginita e avvolta dall’edera.

Ci sono tanti giornalisti qui in attesa di notizie, come quando nel 1962 in quella stessa strada fu commesso un maschicidio, una donna vessata dai maltrattamenti del marito con un’ascia lo decapitò. Sul terreno dei Di Maio c’è poco materiale da scoop.  Non ci sono palazzi, non ci sono villette a schiera, come quelle costruite sui vicini terreni e sulle ceneri del palazzo baronale di Mariglianella.

 E l’attività del padre di Di Maio ? Non stiamo parlando di un imprenditore del cemento, avvezzo alle maxi lottizzazioni. Ma di un modesto artigiano edile, dedito a piccole ristrutturazioni. Certo le regole sono regole, ma qui si cade nello sciacallaggio politico, costruito ad arte per tentare di distruggere la figura di Luigi Di Maio, ragazzo partito dal niente: da un hinterland stretto tra clientele e vecchi giochi di potere, riflesso di una politica nazionale messa in crisi proprio nella Terra dei Fuochi.

 Una manovra ordita dalla vecchia politica che perde punti? Si vedrà. Intanto il comandante della polizia municipale, Andrea Mandanici, esce dal terreno e dichiara di aver sequestrato rifiuti inerti e di aver preso misure catastali su alcuni manufatti. Sequestrata anche una carriola.

 Su quel terreno, dove alcuni vicini dicono che spesso nel fine settimana vedevano il padre di Di Maio e qualche parente curare un orticello c’è solo fuffa.  La rabbia della gente del posto si fa sentire: ”Andate via. Luigi Di Maio è l’orgoglio della nazione”.

Salvatore Caliendo, geometra e cittadino di Mariglianella va oltre:” Hanno schierato un esercito per verificare cosa? Una casa centenaria distrutta dal terremoto e dal tempo. Un terreno coltivato col sudore della fronte e un’area usata per deposito di attrezzature edili e calcinacci in attesa di diventare un quantitativo sufficiente per lo smaltimento, Il tutto confuso ad arte con ville faraoniche e istituti bancari”.

Chiari i riferimenti al video di Maria Elena Boschi che accomuna le gravi azioni commesse dal padre a quelle di Antonio Di Maio. Una pila di mattoni contro gli scandali finanziari della banca Etruria. Di Battista dall’America latina difende a spada tratta Luigi Di Maio:” Non si può tacere sulla roba ridicola tirata fuori. Renzi e la Boschi hanno la faccia come il cuXX”.

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