Marigliano, il convento di San Vito e' il luogo del cuore

Anita Capasso

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MARIGLIANO - Il convento dei frati minori di San Vito sbaraglia la classifica  dei luoghi del cuore del Fai  posizionandosi al primo posto in Campania con quasi 9 mila preferenze. C'e' bisogno di fare aumentare i voti per accedere al premio previsto per dare corso alla tutela e riqualificazione del prestigioso complesso monumentale quattrocentesco.

Fino al 30 novembre potete collegarvi al sito del Fai e votare. Fatelo: e' importante restituire al fulcro della cristianita' francescana il proprio splendore. La crociata per volare ancora piu' in alto  ha bisogno del sostegno di tutti. A lanciare l'appello e' fra Giuseppe, che da quando e' arrivato a Marigliano ha praticamente messo in campo ogni tipo di iniziativa pur di riqualificare il convento. Persino papa Francesco  si e' appassionato alla storia dell' icona della madre della Speranza e al ricco patrimonio librario custodito nella storica biblioteca.

'Aiutateci.  Mancano pochi giorni. Una semplice preferenza per dimostrare il proprio amore verso il luogo del cuore ", dice fra Giuseppe.  Sono tanti i progetti messi in campo per mettere in sicurezza il monastero: da quelle private a quelle della Regione Campania, che vuole realizzare il giardino della pace proprio a San Vito, come luogo simbolo della meditazione contro ogni forma di violenza.

A partire dal mese di febbraio 2018 e' partito il rifacimento del soffitto del refettorio
settecentesco col  dipinto del “Miracolo dei pani di S.Francesco”, i “Santi dell’Ordine” alla sommità dei finestroni e la “Immacolata”   .


A marzo invece si e' dato corso alla messa in sicurezza dei locali del Campanile. Grazie alle sagre si sta provvedendo a raccogliere  la cifra di 90 mila euro per il restauro della tela. San Vito partecipa anche al bando regionale per   la realizzazione della casa del Pellegrino in modo da promuovere il turismo religioso. La storia di San Vito merita la giusta attenzione. La fondazione del convento risale al XV secolo. Per interessamento del Conte Alberico Carafa fu restaurato e concesso ai Frati Minori Osservanti nel 1499.


In quel tempo le celle dei frati, il refettorio, l’oratorio si aprivano intorno al peristilio del Chiostro (un gioiello dell’architettura quattrocentesca che conserva intatta la sua bellezza), sormontato da un colonnato dorico, con una cisterna al centro per la raccolta delle acque piovane.

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