Marigliano, IV novembre 1918 IV novembre 2018: cento anni.

Redazione

I mariglianesi deceduti nella Grande Guerra

MARIGLIANO - Il contributo che Marigliano ha pagato durante la guerra 1915/18 è elevato. Sul monumento sito nella Villa Comunale si contano 166 nomi di giovani mariglianesi, tra fanti, artiglieri, bersaglieri e mitraglieri; il numero totale delle vittime italiane è di 1.240.000 (651.000 militari e 589.000 civili)

Le perdite, in termini di vite umane mariglianesi, si sono registrate in luoghi diversi tra loro: sull’Altopiano Carsico, Macedonia, Francia, negli ospedali da campo, in prigionia e per disparati motivi: combattimento, per conseguenze di ferite, per cadute di valanghe, per l’azione di gas asfissianti.

Ebbene, si, nella prima Guerra mondiale furono usati dagli austro-ungarici gas asfissianti per alleggerire la presenza italiana su Monte San Michele e ricacciare le nostre truppe al di là dell’Isonzo, credendo di batterle più facilmente dal Monte Fortin.

Molti militari persero la vita per le esalazioni di fosgene, irritante per le vie respiratorie, e di iprite che distruggeva le vie respiratorie; La prima carneficina in assoluto da gas asfissiante fu messa a punto la sera del 25 giugno 1916 dagli austro-ungarici che posizionarono circa 6.000 bombole di oltre mezzo quintale ciascuna in modo da usarle alle prime ore dell’alba del giorno successivo. Infatti, il 29-06-1916, essi aprirono -tra le 5,15 e le 5,30- le valvole delle bombole contenenti i gas letali che, col favore del vento, ben presto raggiunsero sovrastando gli accampamenti italiani tra S. Martino e Monte San Michele e scivolarono poi lungo il Costone dei bersaglieri, nel Valloncello di Cima 4 e nella Trincea superiore.

Molti soldati, forse i più fortunati, passarono direttamente dal sonno alla morte, altri riuscirono a raggiungere gli ospedali da campo; molti furono “attenzionati” dai soldati ungarici che avevano il compito di finire i moribondi sfondando loro i crani a colpi di mazze chiodate. Morirono così tra i 6.500 e i 7.000 uomini. L’uso dei gas divenne sempre più frequente e dal 1917 furono usati anche gas lacrimogeni e starnutenti..

Intanto che venissero approntate le maschere antigas (era la prima volta che i gas asfissianti venivano utilizzati in Italia), furono usati a protezione pezze imbevute di urina o bocconi di pane bagnato e fazzoletti sul viso. Le prime rudimentali maschere non sortirono alcun effetto protettivo in quanto era sconosciuta la composizione chimica del gas dal quale bisognava proteggere i soldati.

Vale la pena ricordare che 12 mariglianesi perirono proprio in questa operazione attuata con questa nuova tecnica venefica sul Monte San Michele il 29-06-1916 o subito dopo, tra l’1 e il 3 luglio nell’ospedale da campo, per le conseguenze:

Fante AURIEMMA Giuseppe ( Selve) pt.Pasquale n.01-09-1889,+29-06-16 22.a sez. Sanità,

Artigliere GRANATO Gaetano pt. Giacomo n. 26-01-1895, + 19-09-1918 Osp. Campo 26,

Fante FERRAIUOLO Luigi pt. Pasquale n. 04-06-1895, + 29-06-1916 Monte San Michele,

Fante PICCOLO Sebastiano pt. Luigi n. 31-03-1892, +02-07-1916 Osp. da campo 71,

Fante SALIERNO Luigi pt. Raffaele n.09-01-1895, + 29-06-1916 Monte San Michele,

Fante LEONETTI Luigi (Selve) pt.Nicola n.28-08-1882, + 29-06-1016 Monte San Michele,

Fante PAOLILLO Francesco (Casaferro) pt. Luigi n.07-08-1893 + 29-06-1916 Carso,

Fante MONDA Domenico (Lausdomini) pt.Stefano n.30-10-1892 + 29-06-1916 Carso ,

Fante SPERA Gaetano (Casaferro)pt. Vito n.14-11-1882 + 29-06-1916 Monte San Michele,

Fante ROMANO Giovanni pt. Giuseppe n. 12-12-1889 + 01-07-1916 Osp. da campo 206,

Fante ESPOSITO Giuseppe pt. Antonio n. 22-11-1887 + 29-06-1916 Monte San Michele.

Fante ALISE Aniello (San Nicola) pt. Angelo R. n. 01-11-1892, + 29-06-1916 Monte San Michele.

Marigliano, tra i suoi eroi, annovera 4 Ragazzi del ’99, cioè ragazzi nemmeno 18enni chiamati a difendere i sacri confini della Patria ed uno nato nel 1900:

Artigliere BARCHETTA Umberto pt. Giacomo n. 05-01-1899, +22-12-1917, 74.a Sez. sanità,

Fante ESPOSITO Vincenzo pt. Luigi n. 09-06-1899, + 23-10-1918 OSp. da campo 134,

Fante LO SAPIO Carlo (Selve) pt. Giacomo n. 14-01-1899, + 22-01-1918 Cesena,

Fante ESPOSITO Clemente (Lausdomini) pt. Raffaele n. 13-08-1900, + 13-02-1919 Arezzo,

Fante LO GATTO Antonio (Faibano) pt. Francesco n. 01-08-1899, + 19-06-1918 Carso.

Tre furono i mariglianesi caduti a causa di valanghe che colpirono gli accampamenti ( ALLOCCA Liberatore, BUONINCONTRI Angelo, INDACO Achille) e numerosi i dispersi (14) e morti per malattia e in prigionia.

Sulla parte frontale del monumento, compaiono i nomi degli eroi di Marigliano centro:

ANSELMI Arturo Medaglia d’Argento V.M., DE BLASIO Raffaele Medaglia di Bronzo V.M., ALIPERTI Angelo Medaglia di Bronzo al V.M., ALLOCCA Giuseppe Medaglia di Bronzo al V.M., AMODEO Francesco Medagli di Bronzo V.M., ALIPERTI Francesco, SICILIANO Sebastiano, VULCANO Francesco, RAIA Luigi, SPIEZIA Aniello Marco, tutti provenienti da Marigliano.

Per la frazione Lausdomini: CALIENDO Vincenzo Medaglia di Bronzo al V.M., PANICO Amato, Monda Domenico.

Per la frazione Selve: ALIPERTI Angelo, ALLOCCA Giuseppe.

Per la frazione Casaferro: SPERA Gaetano.

Per la frazione San Nicola: ALISE Aniello, MARIANI Agostino.

Per la frazione Faibano: CALABRIA Francesco.

E’ da notare che ad alcuni di essi è intitolata una strada nel luogo di provenienza.

I mariglianesi deceduti e qui non menzionati sono i più e meritano, tutti insieme, il rispetto e la devozione di tutti noi. Molti non giacciono in Marigliano ed i dispersi si possono onorare presso la tomba del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria in Roma.

Il 4 novembre 1918 alle ore  12:00 il Gen. Armando Diaz proclamò la vittoria dell’Italia sul nemico austro-ungarico.

La vittoria rappresentò la conclusione del processo di unificazione di tutti gli italiani sotto un’unica bandiera e il sacrificio di 651.000 (compresi i mariglianesi) non può passare inosservato.

Ass. Artistico-culturale MARILIANUM

 Foto Monte San Michele

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