Maltempo a Marigliano: raffiche di vento e pioggia d'insulti

Ilenia Papilio

Il profilo social del sindaco Antonio Carpino inondato da insulti di ogni sorta da parte di studenti delle scuole superiori mariglianesi alla notizia della regolare apertura degli istituti, poi smentita, evidenzia lo smantellamento dell’Istituzione scolastica.

MARIGLIANO - Il terribile maltempo abbattutosi ieri sull’Italia ha avuto conseguenze drammatiche sul nostro territorio,  portando addirittura alla morte di un giovane studente di ingegneria di soli 21 anni, Davide Natale, colpito da un albero mentre percorreva via Claudio a Fuorigrotta.

Il nostro comune, del resto, non è stato risparmiato dal maltempo, mentre ieri il cielo assumeva uno spaventoso colore giallastro, il vento e la pioggia imperversavano, provocando la caduta di alberi e danni significativi al già dissestato manto stradale in diversi punti della città.

Eppure un’altra tempesta si è abbattuta ieri sulla nostra comunità, quella che viene definita nel mondo internauta shitstorm, indicando con questo termine una tempesta d’insulti più o meno pesanti scritti tramite web contro una persona o un’azienda; la cosa sbalorditiva è che la persona presa di mira è il primo cittadino di Marigliano, il sindaco Antonio Carpino.

In uno stato di apprensione generale per la situazione metereologica di oggi e sulla scorta delle ordinanze di chiusura emanate dai sindaci dei paesi limitrofi, molti genitori e studenti iniziavano a reclamare già dalle prime ore del pomeriggio di ieri la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado; ma alle 19 e 48 con un post sul suo profilo facebook, Antonio Carpino informava la cittadinanza che le scuole sarebbero rimaste regolarmente aperte nella giornata di oggi 30 ottobre.

I commenti non si sono fatti attendere: 418 per la precisione, molti dei quali scritti in un dialetto violento e turpe, infarcito di parolacce e bestemmie, degno dei personaggi di Gomorra, offendevano e mancavano di rispetto al primo cittadino di Marigliano, qualcuno addirittura si rammaricava di non poter trascorrere la giornata davanti ai videogames, lasciando sgomenti gli altri lettori, atterriti da tanta volgarità e aggressività verbale.

Se la scuola allora dovrebbe educare oltre che istruire, come osserva il filosofo Umberto Galimberti, le parole scritte da questi giovani studenti mostrano il fallimento trasversale di questa istituzione; tra politici che sminuiscono costantemente il ruolo degli insegnanti, genitori inadeguati, manovre economiche che lasciano sempre indietro l’istruzione, come se fosse un accessorio e non una necessità e una società in cui il valore di una persona si misura in termini economici ecco servito il vilipendio alle istituzioni e la fine della scuola come casa della cultura e della formazione.

I social poi, divenuti ormai il luogo privilegiato in cui vomitare il proprio odio e fare arrogantemente sfoggio della propria ignoranza, sono considerati da questi giovani, a torto,  un mondo parallelo in cui offendere indisturbati.

Alle 21 e 55 il sindaco informa con un altro post che le scuole rimarranno chiuse per accertarsi di eventuali danni strutturali agli edifici. Evviva, oggi non si va a scuola, si può tornare davanti ai videogames.

 

 

 

 

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