Mariglianella, giu' le mani da palazzo Carafa

Anita Capasso

MARIGLIANELLA - “Giù le mani da palazzo Carafa”. La Soprintendenza avverte:”Non toccate l’ultimo bene culturale di Mariglianella”. La residenza tardo medioevale del venerabile don Carlo Carafa sui cui il Ministero per i Beni Culturali, su sollecitazione dell’omonima associazione, ha apposto i vincoli, non si tocca. Solo restauro filologico e recupero per la dimora del venerabile di Mariglianella, morto in odore di Santità. Il palazzo in questi giorni è stato circondato misteriosamente da transenne e nastro e immediatamente le associazioni culturali si sono mobilitate temendo che il bene culturale possa essere raso al suolo.

Già in passato il palazzo era stato messo in vendita da una nota agenzia immobiliare. Non è la prima volta che i palazzinari sul territorio hanno fatto man bassa delle strutture antiche e pertanto le associazioni si sono mobilitate. La città già ha pagato lo scotto della demolizione del palazzo baronale e gli storici non intendono dare campo libero a chi potrebbe auspicare uno stravolgimento delle antiche fabbriche.

La Soprintendenza, che già ha fatto sentite la propria autorevole voce, non ci sta. Intanto stanno già per partire le interrogazioni parlamentari, dopo quella a risposta scritta già presentata a suo tempo dal senatore Franco Barbato che fece scattare un’inchiesta . Il ministro, Sandro Bondi,  il 24 novembre 2009 dichiarò:” Palazzo Carafa di Mariglianella riveste un indiscusso interesse culturale pertanto è sottoposto alla tutela prevista dal codice dei beni culturali. Per qualsiasi intervento si vorrà intraprendere sul palazzo sarò necessaria la preventiva autorizzazione da parte della competente Soprintendenza”.

Insomma anche per muovere una pietra bisogna interpellare la Soprintendenza. Palazzo Carafa ha un grandioso valore storico. La sua costruzione fu avviata nel 1468 su precedenti strutture medievali dal conte Fabrizio Carafa, che aveva acquistato il feudo di Mariglianella da Coletta Origlia; importanti interventi di ampliamento e abbellimento della fabbrica rinascimentale, tra cui le preziose decorazioni in stucco e a fresco delle sale di rappresentanza, furono commissionati da Giacomo Carafa, figlio terzogenito di Fabrizio, che riunì presso questa nobile dimora umanisti e intellettuali come Giovanni Domenico da Nola, autore di madrigali e villanelle e il celebre Luigi Tansillo che proprio qui compose il poemetto in ottava rima «Il Vendemmiatore»;

nel 1583 per interessamento del venerabile Carlo Carafa, fondatore della Congregazione dei Pii Operai, fu intrapreso il restauro della cappella annessa dedicata a San Caulonio che mutò il titolo in Santa Maria della Sanità e successivamente, dopo una lunga vertenza giudiziaria tra gli eredi Carafa, il palazzo feudale fu ceduto all'ordine domenicano che vi istituì un celebre vicariato; nel 1652 con la bolla di papa Innocenzo X il convento fu soppresso e i domenicani furono costretti a lasciare il palazzo che, intanto, era stato ampliato e adibito a grangia conventuale di notevoli capacità produttive soprattutto nella realizzazione di pregiati vini come testimoniato peraltro dagli imponenti torchi fatti di solo legno di quercia per la pressa delle vinacce e dalle suggestive celle vinarie; a seguito della soppressione, la parte residenziale del complesso monumentale fu parcellizzata e come tale si è conservata fino agli anni Ottanta del XX secolo.

Il complesso, che risulta in gran parte non abitato, fu posto in vendita da una nota agenzia immobiliare che prospettava agli acquirenti anche la possibilità di demolizione e ricostruzione, essendo il comune di Mariglianella non dotato di un Piano Urbanistico Comunale o di un Piano di Recupero del centro storico. Il progetto di ristrutturazione e lottizzazione, che calpestava la storicità dei luoghi, suscitò grande preoccupazione nell'opinione pubblica, nella comunità intellettuale e tra le associazioni ambientaliste provinciali e regionali, nonché, nelle stesse istituzioni ecclesiali essendo stato ripreso da qualche tempo il percorso di beatificazione del venerabile Carlo Carafa . Ora la paura ritorna- Quale iniziativa si intende avviare per la valorizzazione e la fruizione delle fabbriche monumentali e del sistema di cisterne e di torchi enologici seicenteschi?

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