Marigliano, il ripetitore di San Vito resta

Nicola Riccio

La sentenza da torto ai residenti ricorrenti: mortificato il principio di legalità!

MARIGLIANO - Con sentenza del 20.03.18 del TAR Napoli si è chiusa una prima fase della vertenza che ha visto tanti cittadini contestare la realizzazione dell’ennesima antenna nel comune di Marigliano in spregio alle norme di legge.

E’ una sentenza negativa, che vede soccombere i ricorrenti eppure non soddisfa le loro richieste di legalità. Ovviamente la legge consente di ricorrere contro un provvedimento giurisdizionale che si ritiene errato.

“ Ciò che preme – affermano i promotori del comitato di quartiere “Tuteliamoci” che, da tempo, si battono contro l’installazione del  ripetitore di telefonia mobile di via Michelangelo Longo, nel quartiere San Vito, di cui abbiamo scritto più volte - segnalare è che nel corso del processo, di là dal vuoto formalismo a cui si è attenuto il Giudice, i cittadini hanno provato come l’antenna sia stata realizzata non conformemente al programma annuale che il regolamento comunale impone ai gestori. Più precisamente si è dimostrato che il sito dove è stata ubicata l’antenna era esterno a qualsivoglia previsione pianificatoria.

Del resto, il Consiglio Comunale aveva cristallizzato la circostanza, laddove, a mezzo delle relazione dei dirigenti di settore, era stato attestato che il sito di Via Michelangelo Longo, dove di fatto è stata eretta l’antenna, non era contemplato tra quelli previsti per l’insediamento. Il dato è talmente evidente che sfugge, tuttora, anche al collegio difensivo che ha rappresentato i cittadini, come sia stato possibile che nella predetta sentenza l’argomento sia stato completamente oscurato.

La forza della ragione è nei fatti e ci racconta di una storia non chiara e dell’ennesima mortificazione del principio di legalità e del rispetto delle regole che deve presiedere l’esercizio di qualsivoglia attività, in special modo quando è idonea ad impattare i diritti altrui.

Di là dalle azioni giudiziarie che potranno intraprendersi, con l’appello alla sentenza, l’amministrazione che rappresenta i cittadini, avrebbe dovuto e dovrebbe farsi carico di ripristinare l’anomalia e sottrarsi dalle vuote apparenze, rimettendo al centro degli interessi la verità dei fatti, anche alla luce degli impegni formalmente presi con il famoso verbale sottoscritto dalle commissioni consiliari Ambiente ed Attività produttive alla presenza dell’allora responsabile Ufficio Tecnico e del responsabile Ufficio Ambiente del 01.04.2016.

Nel frattempo, invece, la suddetta antenna cresce rigogliosa e si arricchisce di nuovi dispositivi e di chissà quanti altri ancora (!!!), in quella storia che si ripete quasi a voler assuefare il cittadino a soccombere,  perché così è stato in passato, perché “così è”, perché “tanto è tutto inutile”, perché le regole sembrano valere solo per pochi“.

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